Lutto
Falò di San Geminiano, tutto pronto per la sfida
Domenica i fuochisti daranno alle fiamme la pira sul torrente del Verde Due settimane fa era stato il turno di San Nicolò che aveva “incendiato” il Magra
PONTREMOLI. Ormai il conto alla rovescia è quasi giunto a conclusione. Manca davvero poco per l’appuntamento che vede i fuochisti di San Geminiano indiscussi protagonisti della scena con l’accensione del falò nel greto del torrente del Verde, subito dopo la conclusione della solenne cerimonia in Duomo in onore del patrono di Pontremoli. Quindi attorno alle 19 di domenica 31 gennaio al via. Questo appuntamento che ormai fa parte integrante e inossidabile del calendario pontremolese e che mette di fronte, oltre alla voglia di realizzare un falò degno dell’aspettativa dei tanti (ci si augura) visitatori, anche due fazioni che sulla qualità, grandezza, durata e spettacolarità del loro fuoco mettono tanto del loro impegno durante l’anno. Perché, bisogna ricordarlo, il falò di San Geminiano è una risposta a quanto successo solo due settimana fa sulle sponde del Magra quando i sostenitori di San Nicolò hanno dato alle fiamme la loro pira gridando ai quattro venti la gioia della loro positiva prestazione. Un appuntamento che ogni anno ripete una tradizione ancestrale, una sfida tra due parrocchie e due patroni che fanno a gara per il falò più grande e durevole, accatastando legna e arbusti in quantità. Tutto nasce da una rivalità medievale tra Guelfi e Ghibellini, che obbligò Castruccio Castracani a dividere la città in due con la fortezza di cui oggi solo rimane il Campanone e che si riflette nei bagliori dei due falò. E questa sfida, dopo un lungo periodo di appannamento, sta ritrovando con lo scorrere del tempo nuova linfa conoscendo da qualche anno una nuova giovinezza. Per tutte queste ragioni i fuochisti del patrono non arriveranno all’appuntamento del 31 gennaio con le mani in tasche ed anzi fascine e “bochi” raccolti e ben seccati durante l’anno sono ora pronti ad essere utilizzati per far divampare nell’aria la loro forza con una fiamma potente capace di illuminare la serata pontremolese. Ed è quindi giusto lasciare ora lo spazio alle torce e alle manovre di accensione che rappresentano forse il momento più delicato, in cui un minimo errore può compromettere la fatica e l’impegno di un anno di lavoro. Poi, quando tutto si sarà concluso, ognuna delle due parti reclamerà il proprio trionfo. In una sfida in cui le due compagini sono divise dai colori del proprio rione ma senza dubbio unite nel significato profondo di questa sfida e dall’amore per la propria città.
Riccardo Sordi
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