Il Tirreno

Una commissione per la ditta Costa

di Gianluca Uberti
Una commissione per la ditta Costa

In consiglio passa un documento nel quale si punta a delocalizzare l’azienda e far assorbire i dipendenti da Ato rifiuti

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AULLA. Toni aspri al consiglio comunale aullese di lunedì. Il tema, manco a dirlo, era la ditta Costa, con gli albianesi che chiedono la sua chiusura a riempire la sala consiliare del palazzo comunale aullese.

Infatti, durante la seduta consiliare è stata approvata, con i soli voti favorevoli della maggioranza, una mozione sull'attività di trattamento dei rifiuti portata avanti dalla ditta Costa, attorno a cui i dissidi sono stati evidenti sulla commissione consiliare permanente che questa mozione istituisce, una commissione il cui compito è monitorare l'attività della ditta Costa: ad infiammare gli animi era la questione della presenza o meno di un rappresentante degli albianesi anti Costa al suo interno: alla fine, veniva scelta la strada di non consentirne la presenza, poiché lo statuto comunale non la prevede, fra le proteste delle minoranze consiliari.

Non a caso, non sono mancati scontri al calor bianco, in particolare fra il sindaco Silvia Magnani e la consigliere comunale di minoranza Tania Brunetti, in quota Partito Democratico, mentre gli albianesi, ormai esasperati, interrompevano più volte la seduta, con molti di loro che arrivavano a lasciare la sala consiliare per protesta. D'altronde, per loro non servono più molti discorsi dopo quello che è emerso dagli atti ufficiali: la ditta Costa va chiusa. Punto. Prima che la situazione degenerasse, però c'era il tempo di ascoltare il sindaco di Aulla ribadire che la ditta Costa «è senza collaudo statico e senza agibilità. Ora siamo in attesa che si pronunci la Provincia - aggiungeva Silvia Magnani - e il Comune non ha mai rilasciato una concessione edilizia».

E a parlare dopo era proprio il vice presidente della Provincia di Massa Carrara, Ugo Malatesta, che siede sui banchi dell'opposizione come consigliere comunale del PD, il quale sottolineava che "la collocazione di Costa non è idonea" e annunciava «l'indizione di una nuova Conferenza dei servizi in cui tutti gli enti preposti prenderanno le loro determinazioni. La situazione è in movimento, ma occorre attendere i normali procedimenti amministrativi e rispettare I principi di legalità, perché tutte le leggi sui rifiuti sono di competenza delle Regioni, poi attribuite per delega alle Province. Però, adesso c'è un riordino in atto e abbiamo chiesto alla Regione di potere avvalerci delle loro strutture per esprimerci», precisava Malatesta, secondo il quale è il momento di dare vita ad un tavolo «per stabilire cosa può fare o non fare la ditta Costa». Inoltre, Malatesta affermava, facendo riferimento alla mozione che stava per essere portata in approvazione, che «bisogna uscire di qui con un documento unitario o non serve a niente».

A questo punto, la mozione veniva letta dalla presidente dell'assemblea, Roberta Semeria, con gli albianesi che iniziavano a rumoreggiare: il primo ad alzarsi e ad uscire era Walter Moretti, uno dei leader della mobilitazione, seguito da altri albianesi dopo le parole pronunciate da Roberta Semeria, che diceva chiaramente: «Se continuate, vi butto fuori!». E diversi albianesi, non tutti, uscivano dalla sala consiliare, con alcuni di loro che vi facevano ritorno in seguito. La tensione, quindi, si trasferiva dalle sedie riservate al pubblico ai banchi del consiglio comunale, con Tania Brunetti che attaccava duramente Silvia Magnani: «Il signor sindaco non ha bisogno di essere impegnato da questa mozione per procedere alla delocalizzazione e alla definitiva chiusura della ditta Costa», affermava, fra le altre cose, là consigliere comunale del PD.

«Questa mozione mi appassiona poco, anche perché - replicava il primo cittadino aullese - abbiamo visto a cosa sono servite le mozioni approvate negli anni scorsi. Quello che mi interessa sono le verifiche sulle autorizzazioni della ditta Costa che abbiamo fatto, nessuno lo aveva fatto nei 15 anni trascorsi». Ad intervenire, poi, era la consigliera comunale di minoranza di "Idee in Comune", Maria Grazia Lombardi, che dissentiva sulla mozione proposta proprio perché non prevede la presenza di un rappresentante degli albianesi anti Costa, supportata da Tania Brunetti. Quindi, venivano decisi 5 minuti di sospensione per cercare di trovare un'intesa e al rientro in sala dei consiglieri si proponeva il ritiro della mozione e un nuovo passaggio in commissione. In conclusione, però, era Silvia Magnani a prendere in mano la situazione per uscire dall'impasse, proponendo di votare la mozione così com'è . Mozione che passava con 9 voti a favore della maggioranza e 4 voti contrari delle opposizioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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