Il Tirreno

Travolta e uccisa da un’auto sul viale

Chiara Sillicani
Travolta e uccisa da un’auto sul viale

La donna, di 65 anni, stava attraversando il lungomare quando una Smart l’ha investita e trascinata per 10 metri

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MASSA. Il grosso dei lavori era terminato da un po’, ma una serie di intoppi tecnici e la mancanza di un filtro hanno posticipato l'accensione del forno crematorio di Mirteto. Dalla scorsa settimana, invece, l’impianto è stato riacceso: è possibile, quindi, cremare il proprio caro in città, senza essere costretti a trasferte fuori provincia o addirittura fuori regione e ad un bella spesa visto che la maggior parte dei Comuni impone tariffe più alte ai non residenti. Adesso il forno crematorio è funzionante, se ne fa carico la società Saie che gestisce, in proroga, i servizi cimiteriali (fatta eccezione per la custodia che è rimasta in carico a Master).

In proroga perché la procedura di gara - la seconda, dopo una prima andata deserta - si è conclusa con l'assegnazione dei servizi cimiteriali e del forno all'associazione di impresa Artco Servizi società cooperativa e Gem Matthews International srl. Il passaggio di consegne ufficiale era previsto per il 1° dicembre, ma a bloccarlo è arrivato il ricorso alla giustizia amministrativa proprio di Saie che, in attesa della pronuncia, continua ad occuparsi dei servizi. Il forno crematorio - per ricostruirne la vicenda - nel 2007 è stato il protagonista di un’inchiesta e della successiva vicenda processuale per le false cremazioni. Chiuso per anni, quando riapre i battenti sente gli effetti negativi della lunga inattività.

I problemi si evidenziano il 12 febbraio del 2014 con il distacco di una porzione dell’intonaco refrattario. In via precauzionale, viene sospesa l'attività: è evidente che serva un intervento di manutenzione straordinaria, per poter richiedere alla Provincia una nuova autorizzazione unica ambientale (atto indispensabile, insieme al certificato anti incendio, per l’accensione dell' impianto). Un’autorizzazione c’è, ma in scadenza. Tanto vale - è la considerazione del Comune - realizzare interventi che non solo garantiscano la funzionalità del forno crematorio, ma anche una maggiore efficienza energetica. Viene bandita la gara, partono i lavori, viene sostituito l’intonaco refrattario, rivisitato lo scambiatore di calore, rifatto l’impianto di area compressa che “comanda” l’apertura e chiusura di varie valvole.

Il tutto per 137.000 euro. Manca, però, un filtro che viene installato solo i primi giorni di gennaio. Ora l’impianto è acceso. Anche se qualche problemino sui cimiteri rimane: a Turano - per citarne uno dei più evidenti - al piano superiore, nel settore otto, le tettoie non reggono più. Le infiltrazioni sono tantissime e piove sulle lapidi: fiori rovinati e il rischio di cadere per chi va a salutare il proprio caro defunto. Gabriele Carioli, assessore con delega ai cimiteri, assicura che «il problema è all’attenzione dell'amministrazione che ha già incaricato gli uffici tecnici di un sopralluogo per verificare l’entità del danno e le modalità di intervento».

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