Gioco
Tre vite spezzate: il pesante tributo della provincia al mondo del lapideo
CARRARA. Tre vite spezzate. Questo il pesante tributo che, nel 2015, la provincia ha versato al mondo del marmo. Due uomini di 46 anni che hanno trovato la morte incava. Ad agosto, un tragico...
CARRARA. Tre vite spezzate. Questo il pesante tributo che, nel 2015, la provincia ha versato al mondo del marmo.
Due uomini di 46 anni che hanno trovato la morte incava. Ad agosto, un tragico infortunio in una cava di marmo nel bacino di Colonnata ha spezzato la vita di Bruno Maggiani, caduto da una bancata alta circa 8 metri precipitando al suolo su una superficie di marmo con conseguente politrauma. I compagni di lavoro avevano chiamato subito i soccorsi ma per Bruno Maggiani non c’era più nulla da fare.
Tre mesi dopo, a novembre, un altro operaio di 46 anni è morto a causa della ferita riportata da una perlina di filo diamantato che si è staccata e lo ha colpito alla testa. L'uomo, Nicola Mazzucchelli, è morto sul colpo nonostante i compagni di lavoro abbiano provato in tutti i modi a soccorrerlo.
A dicembre la terza vittima del marmo. Ancora una morte sul lavoro nella provincia apuana: la vittima un operaio dipendente di una segheria di marmi in Via degli Unni a Massa.
L'uomo, Stefano Mallegni, originario di Ortonovo (La Spezia), aveva 52 anni. Stando a una prima ricostruzione, il lavoratore stava manovrando un carro-ponte, quando, è rimasto schiacciato da due lastre di marmo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
