Attenzione
«Non ricordo nulla di quel maledetto rally»
Il racconto, dopo l’ospedale, di Luciano Scozzi il navigatore dell’amico morto durante la gara
CARRARA. Luciano si ricorda solo dei rami davanti al viso e poi, all’improvviso come se si fosse spenta la luce, il buio. Luciano Scozzi, 49enne di Fosdinovo, era il navigatore di Davide Tulipani, pilota di rally morto sul colpo quella triste domenica del 6 dicembre nelle strade toscane del comune di Barberino, durante una prova speciale del “Rally della Fettunta”.
In elisoccorso Luciano era stato immediatamente trasportato all’ospedale di Carreggi: momenti drammatici dove sembrava che anche lui fosse in gravissimo pericolo di vita dopo quell’impatto così devastante.
I familiari lo hanno assistito ogni giorno ma anche gli amici gli hanno fatto sentire la vicinanza nei momenti in cui la situazione era ancora poco chiara .
«Ringrazio la mia famiglia, gli amici che in quei giorni mi sono stati vicini. Ringrazio poi tutto il personale ospedaliero, infermieri e medici sia del Carreggi che del Versilia che mi hanno curato».
«In quei giorni sentivo le voci – ricorda Luciano – ma non riuscivo a muovermi e a parlare. Per diversi giorni sono stato come in un limbo, sospeso. Poi ho ripreso piano piano a svegliarmi e a muovermi, dapprima piccole mosse poi movimenti sempre di più lunghi. Un ritorno alla vita a piccoli passi. Ma della gara e di cosa potesse essere successo non ricordo nulla».
Dopo quasi di un mese trascorso tra l’ospedale di Carreggi e quello di Versilia, Luciano è rientrato a casa, il suo recupero, come accade spesso in questi casi è stato prodigioso. «Non mi sento nulla di particolare, faccio fatica a fare qualche movimento e a ricordarmi le cose più vicine. Il primo pomeriggio devo riposarmi perché mi stanco facilmente ma non ho altri disturbi importanti».
Luciano semmai ha un vuoto, l’amico Davide che era al suo fianco durante la gara. «Non riesco a capacitarmi di cosa possa essere accaduto - continua il racconto di Luciano - mi ricordo qualche particolare della sera prima della prova e poi il vuoto. Davide era un amico e un bravo ragazzo, una persona gentile e corretta, con lui mi trovavo molto bene anche in gara, era davvero un ottimo pilota ed io sapevo di fare bene il suo navigatore. Insieme abbiamo partecipato a tante gare».
«Lui mi mancherà sempre - continua- non passa giorno che non lo ricordo, è sempre presente davanti ai miei occhi. La mia è una sensazione di vuoto enorme. Ma cosa sia successo in quella strada non lo ricordo». Poi, dopo un lungo attimo di silenzio. «Chissà se lo ricorderò mai».
Federico Ricci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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