Lutto
Il ritorno alla terra dei giovani lunigianesi
Nascono sette nuove imprese agricole nelle campagne di Bagnone, riparte la coltivazione di viti e ulivi, c’è anche un progetto per creare fattorie didattiche
BAGNONE. La Lunigiana è un territorio costruito dall’uomo attraverso l’agricoltura.La tradizione agricola ha consegnato prodotti autoctoni, con proprietà sia organolettiche che alimentari, che si differenziano fortemente da varietà di altri territori. Con il passare del tempo il settore agricolo ha perso la sua leadership dal punto di vista occupazionale, sostituito da nuove professioni. Lo spopolamento delle frazioni montane ha lasciato anche un vuoto per quello che riguarda la cura e la manutenzione del patrimonio boschivo e rurale, andandosi a perdere la prima linea di difesa nei confronti del dissesto idrogeologico.
Negli ultimi anni, però, si è assistito al fenomeno contrario, ovvero tornare a scommettere sul territorio riprendendo il lavoro dei propri nonni, con una veste più moderna bisogna dirlo, credendo nelle potenzialità non del tutto sviluppate della Lunigiana. A Bagnone saranno sette le nuove realtà imprenditoriali agricole,gestite da giovani, che hanno ricevuto nuove sovvenzioni attraverso il Psr. «Sono molto soddisfatto – commenta il sindaco Carletto Marconi – del fatto che tutti i progetti, presentati da sette giovani imprenditori siano stati trovati meritevoli di sovvenzioni per quanto riguarda il Psr (Piano di Sviluppo Regionale). Saranno giovani che potranno tornare a presidiare il territorio grazie alla loro attività, incentivando la produzione dei prodotti locali e salvaguardare dal rischio idrogeologico. La mia amministrazione è in linea con questo sviluppo. Una cosa importante da sottolineare è che le nuove realtà economiche si svilupperanno in tutte le frazioni, diventando il collante tra uomo e ambiente».
Uno di questi ragazzi ha fatto il percorso inverso rispetto ai suoi genitori, originari di Bagnone che si trasferirono al Nord per trovare lavoro. Solo da questo piccolo esempio si può capire quanto sia forte la voglia di scommettere sulla Lunigiana, oggi ancora di più visto che Bagnone, insieme alle altre realtà del Parco ha ricevuto il riconoscimento Mab Unesco che certifica il buon equilibrio tra insediamento umano e natura, invogliando quindi a investire in un territorio che, dal punto di vista agricolo, sta vivendo una seconda giovinezza. L’amministrazione bagnonese però vuole che questo sia il primo step «Stiamo sviluppando altre progettualità – prosegue Marconi - che potranno consentire di recuperare altri poderi e casali per il turismo ambientale. Se si riesce a sviluppare questo settore si recupera il territorio dalla sua fragilità. Questa nuova imprenditoria inoltre potrebbe utilizzare lo strumento della Banca della Terra, in tal senso, con l’aiuto del Parco e di questo organismo, stiamo effettuando un censimento che ci consenta di aumentare il numero di ettari da destinare a tale attività».
I nuovi soggetti economici non si limiteranno alla celeberrima cipolla di Treschieitto, ma allargheranno la gamma della loro produzione, includendo anche viti, ulivi e cereali. Contestualmente si sta anche pensando alla possibilità di creare fattorie didattiche. La prospettive per il futuro sono «positive – chiosa Marconi – cercheremo di aumentare il numero di soggetti imprenditoriali e l’estensione delle aree coltivate. Se si vuole fare turismo attraverso l’enogastronomia è necessario che ci siano prodotti del territorio che possano consentire questo percorso».
Cristiano Borghini
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