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Un’operazione che depotenzia la Bolkestein

Un’operazione che depotenzia la Bolkestein

I canoni demaniali, stabiliti dall’Agenzia del Demanio, vengono riscossi dal Comune e da esso girati allo Stato. I concessionari devono pagare, oltre al canone, un’addizionale del 25% che va alla...

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I canoni demaniali, stabiliti dall’Agenzia del Demanio, vengono riscossi dal Comune e da esso girati allo Stato. I concessionari devono pagare, oltre al canone, un’addizionale del 25% che va alla Regione. Di questo 25%, al Comune va un 25%, cioè 55-60mila euro l’anno. In altre parole: oggi il Comune ha una parte del suo territorio occupata da attività commerciali private da cui riceve soltanto briciole.

Ma il processo di revisione dei confini dell Demanio marittimo ha anche l’obiettivo di de-potenziare gli effetti della Bolkestein, la direttiva europea che, in nome del principio della libera concorrenza, prevede la revoca delle attuali concessioni e la messa all’asta degli arenili. Il passaggio di parte del litorale dalle competenze dello Stato a quelle del Comune, e in particolare il passaggio di quella porzione di costa in cui sono stati costruiti gli stabilimenti balneari, farebbe sì che all’asta potrebbero andare soltanto le concessioni delle spiagge rimaste demaniali. E a quel punto acquisire i diritti di sfruttamento dell’arenile diventerebbe poco appetibile per chiunque non abbia la disponibilità dei servizi alla spiaggia. Cioè di cabine, spogliatoi, bar, piscine ecc. che costituiscono gli stabilimenti balneari.

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