Il Tirreno

Lutto

Ucciso da infarto in Tunisia l’ex allenatore Umberto Urtis

Ucciso da infarto in Tunisia l’ex allenatore Umberto Urtis

Marina di Carrara, una vita sui campi di calcio e tra prodotti farmaceutici

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CARRARA. Una vita sui campi di calcio e tra prodotti farmaceutici. Poi, all’età della pensione, la svolta, la decisione di cambiare paese. E di andare a vivere in Africa. Dove però lo ha raggiunto la morte.

Umberto Urtis, 68 anni, è deceduto a Monastir, in Tunisia, dove viveva da poco più di un anno, stroncato da un infarto. Da quanto hanno raccolto gli amici, l’attacco di cuore lo ha colto di improvviso e i soccorsi – l’uomo è stato portato in ambulanza all’ospedale della città tunisina – non sono stati abbastanza celeri da evitargli la fine: l’uomo è spirato poco dopo l’arrivo al pronto soccorso .

Urtis era figlio del professor Giovanni Urtis ed era molto conosciuto a Carrara e nel mondo dello sport. È stato, infatti, un giocatore di buon livello, militò in serie C, nell’Enna e in altre squadre. Conclusa la stagione da giocatore, intraprese quella di allenatore. Nelle vesti di mister aveva guidato la Sarzanese, le giovanili della Massese. Aveva anche una professione: quella di rappresentante di prodotti medicinali che svolgeva in tutta la provincia e in zone limitrofe.

Umberto è padre di Matteo, pilota di aerei ed elicotteri e di Marco, surfista di caratura internazionale. Marco era alle isole Canarie quando gli è stata comunicata la notizia del decesso ed è subito partito per la Tunisia per il triste rito del riconoscimento e per organizzare il rientro della salma in Italia.

Giovanni Grassi, fisioterapista, già massaggiatore della Carrarese e della Massese, uno dei tanti amici carraresi, lo ricorda così: «Stava benissimo, era in gran forma, in Tunisia faceva una vita tranquilla e agiata. Ci eravamo sentiti per Natale: “vieni qui che ci sono 25 gradi”, mi aveva detto. So che alcuni anni fa, quando era ancora in Italia, aveva avuto un problema al cuore... Aveva preso la residenza a Monastir da un anno o due, ma in Tunisia era già andato altre volte, anche al seguito di Franco Scoglio» (l’allenatore che ha guidato la Nazionale tunisina di calcio).

«Progettava di costruire un porticciolo turistico laggiù, non ha fatto in tempo», lo ricorda invece Giancarlo Guerra, un altro amico carrarese.

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