Il Tirreno

Buffoni a muso duro: la Bertocchi se ne vada

di Manuela D’Angelo
Buffoni a muso duro: la Bertocchi se ne vada

Il sindaco di Montignoso non fa sconti all’assessora ribelle e le dà l’ultimatum «Non ha mai superato la sconfitta, si comportava come se fosse all’opposizione»

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MONTIGNOSO. L’assessore “al nulla” Angela Bertocchi (al nulla, nel senso che il sindaco le ha ritirato le deleghe) non ci sta e chiede al suo primo cittadino Narciso Buffoni spiegazioni, pretende “chiarezza, trasparenza, coerenza”. «Come se avesse vissuto sulla luna per questi cinque anni», ribatte Narciso Buffoni, che non si tira indietro alle richieste del suo assessore e comincia: «Assessore ancora per poco; le darò tempo una settimana per dimettersi da sola, oppure tentare di fornire spiegazioni plausibili ai suoi attacchi e, poi le toglierò anche l’assessorato, perché, a parte la questione politica, si sta parlando di soldi pubblici; se non ha deleghe non può lavorare, e gratis a spese della collettività non si può vivere».

Lo strappo c’è e si vede; Buffoni ha dato, nel corso degli anni, molti segnali di intolleranza nei confronti di Angela Bertocchi e di chi le stava dietro, sopportando fino ad oggi, ma le dichiarazioni del suo assessore, questa volta, lo lasciano sorpreso: «Sono rimasto sconvolto dalle considerazioni della Bertocchi, che definirei regno dell’ovvio; lei dice ‘no’ ad un partito chiuso, quando fui io a creare le condizioni, dopo le primarie che lei perse, per aprire l’amministrazione alla sua corrente minoritaria, facendola assessore. Parla, ancora, di un comune in cui non si sono visti segnali di cambiamento, non trasparente, quando siamo la città più trasparente che esista. Fino a che non ricoprivo anche il ruolo di presidente della Provincia ricevevo i cittadini tutti i giorni e senza appuntamento. A lei, come alle minoranze tutte, non è mai stata impedita alcuna iniziativa; le mie porte sono rimaste sempre spalancate anche per aiutarla in questioni amministrative che avrebbe dovuto risolvere da sola».

Il giudizio del sindaco Buffoni sull’operato di Angela Bertocchi non è proprio a pieni voti, ma non è questo il punto: «Ha sempre avuto l’atteggiamento di chi sta all’opposizione e non al governo; parla di Renzi e di politica nazionale, senza capire di cosa si tratta veramente. La verità è che la Bertocchi non ha mai superato il 2011; è rimasta sempre la mia rivale alle primarie». Poi Buffoni ammette: «Ho fatto male i miei calcoli, pensavo di ricucire il Pd facendola entrare in giunta, ma così non è stato. Loro, ci metto dentro anche il consigliere Giunta, hanno coltivato altri riferimenti».

La decisione politica del ritiro delle deleghe è stata comunque sofferta: «Ma ci sono settori in cui non ci si può distinguere; uno di questi è il piano regolatore, l’altro è il bilancio. Mi dicesse le motivazioni per cui lei, un assessore del primo partito della città, il Pd, ha mancato di votare sia l’assestamento di bilancio, sia l’avvio dell’iter al piano strutturale. Non è accettabile questo atteggiamento». Buffoni poi smentisce la Bertocchi quando sostiene che sul Piano strutturale non c’è stata partecipazione: «Abbiamo fatto due assemblee popolari prima dell’atto di indirizzo, cosa che le legge neanche ci richiedeva, e a cui lei non ha nemmeno partecipato».

In ballo ci sono anche le prossime amministrative, il voto contrario a Gianni Lorenzetti, le richieste di alleanze con i 5 Stelle per un listone unico “contro” la prossima lista del sindaco e della coalizione di centro sinistra. Le carte quindi sono tutte in tavola: «O lei ci dice finalmente cosa pensa e che giudizio dà di questa amministrazione o si dimetta, per decenza almeno, altrimenti ci penserò io».

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