La manifestazione
Assessore senza deleghe, no della Bertocchi
Appello al sindaco: ho lavorato bene, per me non è accettabile. Buffoni chiarisca la situazione
MONTIGNOSO. Angela Bertocchi ha l’assessorato, ma non ha le deleghe: il sindaco Narciso Buffoni gliele ha ritirate.
E lei esce allo scoperto con un lungo intervento in cui ripercorre la sua storia e il suo lavoro e dice no a soluzioni pasticciate, ad un assessorato “vuoto”: «Quando nel 2007 ho scelto con entusiasmo di aderire al partito democratico - premette - pensavo non ad un partito chiuso nelle segrete stanze del potere, ma ad un partito ampio e plurale, che fosse un incontro tra storie, culture e sensibilità diverse e che il confronto fosse anche la forza e la sfida di questo nuovo soggetto politico, un partito aperto verso i cittadini, pronto ad ascoltarli. Su questa linea politica mi sono mossa, grazie anche alla delega del sociale facendo mie le richieste di tutti. Abbiamo attraversato momenti di difficoltà, ma siamo stati capaci di dare nuovo impulso e speranza di vero cambiamento per il paese attraverso l’azione del governo Renzi. Purtroppo - e arriva subito al nocciolo - nel comune di Montignoso questi segnali di cambiamento non si vedono più: nella nostra realtà abbiamo assistito ad un PD che ha rinunciato all’apporto di molti giovani, al ruolo di impulso e stimolo nei confronti dell’amministrazione. A cinque mesi dalle elezioni - fa un bilancio - penso che si possa fare un bilancio dell’operato dell’amministrazione e dei singoli componenti della giunta. Io posso dire di aver sempre svolto il mio ruolo di assessore nell’interesse dei cittadini con l’obiettivo di portare un contributo per il buon governo della nostra città. Mi sono stati affidati settori molto delicati in periodo di grandi difficoltà economica, quali le politiche sociali, della casa, giovanili, l’istruzione, l’innovazione tecnologica e le pari opportunità. Con grande impegno siamo riusciti a mantenere ed in alcuni casi a migliorare i servizi essenziali e anche ad aiutare molte famiglie che erano in difficoltà, grazie all’instancabile ed eccellente lavoro svolto insieme alle assistenti sociali, al rappresentante del settore dell’istruzione e negli ultimi sei mesi grazie anche al contributo del dirigente del settore e ai dipendenti comunali ai quali va il mio ringraziamento.
È con grande dispiacere che si deve constatare che oggi non è più possibile svolgere nessuna delle funzioni, in particolare in capo ai settori del Sociale e dell’Istruzione in considerazione della delicata situazione economica del comune che non dà la possibilità di programmare alcun impegno di spesa, come è stato evidenziato dalla relazione del revisore dei conti nel consiglio comunale in cui sono stati approvati gli equilibri di bilancio. Consiglio al quale non ho avuto la possibilità di partecipare per motivi personali, ma ho letto con estrema attenzione e grande preoccupazione il parere negativo del revisore dei conti. Non sono state fatte maggioranze in cui si sarebbe potuto conoscere anche il pensiero degli altri consiglieri e discutere più approfonditamente in merito a questo problema. Attendo, come tutti i Montignosini che venga fatta chiarezza sul reale stato del bilancio comunale.
In merito all’avvio del procedimento al piano strutturale non sono stati fatti i dovuti passaggi all’interno del partito, impegni presi nell’ultima assemblea, malgrado il mio attivo interessamento nei confronti del segretario comunale. Tuttavia credo che non sia un provvedimento da portare avanti mentre si sta entrando in campagna elettorale, in quanto il tema dell’urbanistica - spiega Bertocchi - si presterebbe ad essere usato in maniera strumentale sia dall’attuale maggioranza che dall’opposizione. Io credo che si debba pensare ad un percorso che preveda un’ampia partecipazione, all’interno del nostro partito e con la cittadinanza. In questi 4 anni siamo rimasti bloccati sul percorso del nuovo piano strutturale, a causa di scelte sbagliate e di cambiamenti normativi, a questo punto sarebbe meglio prenderne atto e demandare alla prossima amministrazione.
Io rivendico che all’interno di un grande partito ci possano essere posizioni di dissenso che non solo devono essere tollerate, ma almeno ascoltate e che dovrebbero rappresentare un valore aggiunto per la maggioranza del momento. Durante l’azione amministrativa ci sono stati provvedimenti - chiarisce - che non ho condiviso e che quindi coerentemente non ho votato, poche volte però abbiamo avuto la possibilità di discutere e confrontarci all’interno del partito e questo ha impedito che si evitassero alcuni errori e si raggiungessero obiettivi importanti per l’amministrazione.
Ho sempre agito in modo trasparente, mettendo al primo posto il senso di responsabilità anche in merito a queste ultime scelte amministrative e in linea con il partito nazionale e regionale nell’ottica della partecipazione e del rinnovamento, sia in merito all’utilizzo delle primarie per far esprimere i cittadini sulle scelte del paese, sia in merito al rispetto delle diverse sensibilità all’interno del partito. Non è accettabile per me - arriva al succo - rivestire il ruolo di assessore senza deleghe per cui invito il sindaco a chiarire quanto prima questo stato di cose».
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