Il dolore
Una mozione per chiudere la ditta Costa
“Individuare un altro sito, tutelare i lavoratori”: il consiglio comunale pronto a votare la linea dura
AULLA. La prossima seduta del consiglio comunale aullese affronterà ancora la questione della ditta Costa, con una mozione che sarà portata all'attenzione dell'assemblea per essere votata. Ora questa mozione, elaborata dalla commissione ambiente del Comune di Aulla, viene resa pubblica dal gruppo consiliare di minoranza “Idee in Comune”, anche se potrebbe non essere la stesura definitiva, visto che è previsto che vi sia un ulteriore passaggio in commissione.
“Alla luce della lettura del documento con cui è stato chiuso il procedimento per la verifica della legittimità del capannone A di Costa, “Idee in Comune” - scrivono i consiglieri comunali Matteo Lupi e Maria Grazia Lombardi – ritiene che non ci siano motivazioni per riconvocare la commissione ambiente al fine di modificare il documento, già definitivo, elaborato dalla stessa, se non in termini più restrittivi nei confronti della ditta Costa e per la soluzione del problema occupazionale. Visto quanto espresso nel documento della dirigente comunale preposta, dal quale si evince che la ditta Costa ha lavorato mancando di alcune autorizzazioni edilizie fondamentali, non è assolutamente plausibile paventare l’ipotesi, come sembrerebbe richiedere qualcuno, di modificare il documento, autorizzando una delocalizzazione all’interno del Comune, visto anche il mancato controllo da parte delle Amministrazioni comunali succedutesi negli ultimi 15 anni”.
Con la mozione si mira, fra l'altro, “ad accertare, dall'insediamento dell'impianto ad oggi, il puntuale rispetto delle normative ambientali e concessioni autorizzative urbanistiche; a richiedere che l'Unione dei Comuni si attivi immediatamente ad individuare altro sito lontano da centri abitati ove delocalizzare la ditta Costa, comunque al di fuori del Comune di Aulla; a mettere in atto tutte le procedure necessarie per la definitiva chiusura dell'impianto; a salvaguardare il personale dipendente, assicurandone il riassorbimento in altra società operante nell’Ato dei rifiuti per il personale già impiegato nel trattamento dei rifiuti indifferenziati e a riconvertire il personale proveniente dalla raccolta differenziata nei centri di raccolta comunale”.
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