Il Tirreno

Niente asilo: all’ex Mattatoio solo un trasloco

Chiara Sillicani
Niente asilo: all’ex Mattatoio solo un trasloco

Nel nuovo stabile potrebbe essere ospitato un nido già esistente senza aumento dei posti

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MASSA. Tecnici e amministrazione siederanno intorno ad un tavolo e faranno il punto. In ballo c’è il futuro del nuovo asilo nido, nell’area ex Mattatoio. Qualcosa di certo già c’è: Palazzo civico, tra trasferimenti statali ridotti all’osso e blocco delle assunzioni, le educatrici per quell’asilo (ne servirebbero nove) non può “arruolarle”. Le ipotesi al vaglio, quindi, sono due: o la struttura passa nelle mani di una cooperativa che la gestisce garantendo le tariffe del pubblico (sempre che ci riesca) o il Comune in quell’edificio trasferisce un asilo già esistente. Insomma, un trasloco. E fare le valigie - garantiscono i ben informati - toccherebbe all’asilo Arcobaleno che occupa il primo piano dello stabile in via Turati (la cosiddetta Maternità). Un trasferimento che - è la posizione dell’amministrazione - garantirebbe al nido spazi più idonei, a piano terra. A completare il quadro c’è pure il nuovo regolamento regionale sui servizi alla prima infanzia che mette mano anche alla definizione dei requisiti tecnici e strutturali.

Ecco, quindi, il tavolo in programma domattina per fare il punto e scegliere tra le due opzioni in campo. Certo, la sola eventualità che la nuova struttura all’ex Mattatoio finisca per ospitare un asilo già esistente basta per una generale levata di scudi. La nuova struttura - questa l’argomentazione - non andrebbe ad incrementare la complessiva offerta formativa e di servizio. Vale a dire: un asilo in più in città non ci sarebbe; continuerebbero ad esserci, invece, le liste di attesa. Perché se è vero che quelle liste sono contenute, è altrettanto vero che non tutte le famiglie che ne fanno richiesta, si “conquistano” un posto all’asilo. E non finisce qui perché - e questo è l’altro fronte - l’idea che l’apprezzatissimo nido Arcobaleno sia costretto a fare i bagagli piace a pochi.

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Del resto l’edificio all’ex Mattatoio - e questo è il nocciolo della questione - non ha certo la migliore delle collocazioni. Simbolo di una storia all’italiana. Tutto comincia con un progetto (nell’ambito del Piuss) e un finanziamento regionale da 700.000 euro: case popolari e asilo nido. Il cantiere (durante la precedente amministrazione) apre i battenti, ma solo per la realizzazione dell’asilo. Una piccola cattedrale nel deserto, anche se in quel deserto qualcosa c’è: c’è il canile sanitario. Da anni si parla di una nuova sistemazione, ma la struttura rimane lì. A complicare ci sono la accuse di chi spiega che quell’area è troppo vicino al fiume. Intanto qualcosa si sblocca e all’ex Mattatoio le case si dovrebbero fare. Ma case uguale cantiere. Insomma, già quell’asilo non è stato accolto a braccia aperte, se poi neppure amplia l’offerta, è inevitabile che gli scudi si alzino. Domattina la decisione dell’amministrazione.

 

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