Il Tirreno

«Il Pd non è un bivacco per la carriera della Nardi»

di Manuela D’Angelo

Durissima replica del segretario comunale all’onorevole: è una trasformista E al consigliere Bugliani: basta parole profetiche, pratichi la via dell’umiltà

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MASSA. I democratici Giacomo Bugliani, consigliere regionale e Martina Nardi, onorevole, sferrano un attacco diretto alla giunta e al sindaco. Lo accusano di confondere governo e comando. E se il primo cittadino si limita ad un “no comment”, è invece secca e pungente la replica di Adriano Tongiani, segretario comunale del Pd. Secca fin dall’incipit: «Abbiamo letto non senza stupore, la rancorosa e inusitata presa di posizione di Bugliani e Nardi nei confronti sia del Pd apuano che del sindaco Volpi. Uno stupore - motiva Tongiani - originato soprattutto da Giacomo Bugliani, per le responsabilità che ha e le ambizioni che coltiva. Per Martina Nardi è diverso, essendo noto che così come per tutti i trasformisti, il PD per lei è solo un “bivacco” da cui muovere per sostenere la “propria carriera” con prebende e poltrone. Per Bugliani invece, si pongono maggiori responsabilità. Comprendiamo che la formazione di una giunta di centrosinistra che tiene saldo il rapporto a sinistra possa essere da lui vissuta come una sconfitta politica, visto che egli si è posto come referente locale del “Partito della Nazione”, lo strano aggeggio politico - così lo definisce il segretario - che mentre dovrebbe liquidare il PD e la Sinistra Democratica in Italia, vorrebbe mettere insieme il Nuovo che avanza …. Verdini, Alfano, Bondi, Barani & Co e che vorrebbe sostituire la partecipazione democratica dei cittadini attraverso partiti trasparenti, con comitati elettorali permanenti e notabilato in salsa ottocentesca e indubbiamente coglie nel segno che il rilancio del centrosinistra costituisce per tale progetto una battuta da arresto. Comprendiamo anche - continua Tongiani - che su tale progetto egli abbia ricevuto voti anche al di fuori del perimetro del centrosinistra e che oggi cominciano a presentargli il conto. E la cosa spiega il nervosismo e il rancore che emerge dalla posizione assunta, ma in questo modo Bugliani apre ad un’altra contraddizione, quella tra l’essere l’unico rappresentante della provincia in Regione e la necessità di dover rappresentare anche soggetti che il partito della Nazione esclude dalla rappresentanza quali sindacati, associazione di categoria. Anche loro adesso cominciano a chiedere riscontri. Allo stesso modo - il segretario comunale del Pd non ne lascia passare una a Bugliani - è lampante la contraddizione tra l’essere l’unico rappresentante in Provincia per tutti i Comuni e la carica di consigliere fantasma a Massa, tenendo insieme, alla faccia del nuovo che avanza, poltrone che per loro natura sono contraddittorie essendo diversa la missione dei due istituti. Ecco perché forse - Tongiani tira le conclusioni - il consigliere Bugliani è andato oltre il bivio che gli si presentava tra rappresentare il nostro territorio nelle sue sensibilità democratiche o quello di un coacervo di interesse o ambizioni lontani dal bene comune. Per questo è opportuno che egli rifletta su la strada migliore da percorrere.

Certamente questa strada non è un’eterna campagna elettorale fatta di slogan e parole prive di un significato reale, pronunciate con atteggiamento profetico, senza legame con la realtà. La via, da intraprendere al contrario è - dopo la critica arrivano i propositi - quella dell'umiltà, del pensiero, dell’ascolto e della collaborazione con la piena assunzione di responsabilità.

Con il sindaco e la giunta, il consigliere regionale deve collaborare chiedendo cosa possa fare per la città che il sindaco rappresenta, ponendosi al servizio della nostra comunità, senza per questo rinunciare alle sue idee ma mettendole al servizio del dibattito pubblico. Allo stesso modo, per quanto riguarda il partito, egli deve avere chiaro che nessuno dotato di spina dorsale accetterà mai logiche di sudditanza da chicchessia, al contrario ciò che gli si chiede e si chiederà al consigliere Regionale sarà svolgere una funzione di rappresentanza rispetto ai bisogni e alle speranze che il partito interpreta collaborando con tutti gli iscritti e gli elettori per costruire una politica che realmente aiuti la nostra città a realizzare i propri obbiettivi ed aspirazioni. Un primo segnale è dato dall’accoglimento dell'invito che il partito gli ha rivolto di collaborare negli organismi dirigenti per meglio definire la nostra politica sul territorio, ma soprattutto per non fuggire dalle proprie responsabilità».

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