Sicurezza
Fuori dalla scuola con le coperte, la protesta degli studenti del Palma
Termosifoni spenti all'istituto d'arte per un problema alla caldaia. Gli alunni: "Da due settimane facciamo lezione al freddo"
MASSA. Coperte di pile, cappelli pelosi, tè caldo e uno striscione: "Buona scuola surgelata", uno slogan nato sulla falsa riga della Buona scuola del governo Renzi. E' la protesta degli studenti dell'istituto d'arte Felice Palma che oggi (20 gennaio) hanno deciso di non entrare in classe. Da due settimane i termosifoni funzionano infatti "a intermittenza", per un problema alla caldaia: "Un giorno sì e l'altro no, oppure sì ma tiepidi", precisa il rappresentante di istituto, Mirco Taddeucci. "Vogliamo - continua - che venga rispettata la legge 23 del 1996, quella che impone una temperatura minima nelle aule di 18 gradi. E vogliamo che i soldi vengano investiti nell'edilizia scolastica, cosa che non sta avvenendo".
In mattinata i termosifoni sono tornati a funzionare, ma gli studenti hanno voluto continuare la protesta "per sensibilizzare l'opinione pubblica - dicono - sullo stato delle nostre scuole".
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