Sicurezza
Ztl, tariffa unica nel centro e almeno un teatro aperto
Le idee e le opinioni dei ristoratori. Claudio Folini: «Carrara sembra Berlino est» Francesco Romano«Le piazze dovevano essere chiuse al traffico, ma non così» :
CARRARA. È difficile trovare qualche ristoratore carrarese contrario alla Ztl. Un centro storico deve essere chiuso al traffico delle auto e punto. Ma è altrettanto difficile trovare qualcuno che sia favorevole a questa Ztl, quella che da ormai dieci anni gestisce il traffico nel centro carrarese: piazze pedonali e parcheggi tutti a pagamento, bianchi solo un po’ più in periferia. E poi cantieri aperti e mai finiti. Un teatro chiuso e l’altro pure. Cinema ko. Biblioteca, anche quella, per un periodo, ko, e poi spostata in un’altra sede. E poi, come i luoghi di cultura chiudevano, i negozianti se ne andavano. E quando se ne andavano i fondi rimanevano vuoti e sporchi e in degrado.
È il centro storico secondo ristoratori quelli che, forse più di altri, funzionano da termometro di ciò che va o non va in una città. E nelle varie opinioni si può tracciare un minimo comun denominatore: le tariffe dei parcheggi devono essere cambiate e il “contenitore” centro storico deve essere riempito di eventi. «Carrara è come Berlino, divisa in due: Carrara est e Carrara ovest. E a est c’è il deserto», commenta Claudio Folini, titolare del ristorante ’L Purtunzin D’ Ninan in via Lorenzo Bartolini, quella che lui definisce appunto la Carrara est: in centro, ma sempre un po’ troppo lontana dagli eventi, dalla vita, dalla cultura, quando ci sono.
Folini ha preso l’attività dieci anni fa, quando il centro storico si stava preparando alla rivoluzione della chiusura delle piazze alle auto. C’era curiosità, all’epoca, e anche speranza. «È evidente che questa zona traffico limitato ha distrutto Carrara - commenta il ristoratore - E il problema non è tanto, o non solo, quello che fanno o non fanno nel centro, ma quello che non hanno mai fatto fuori dalle piazze centrali. Si sono dimenticati di questa parte di città. Noi continuiamo ad avere ottimi risultati nel lavoro, perché ci conoscono, perché vengono qui apposta per noi, ma in centro non c’è più nessuno. Cosa ci vorrebbe per riprendersi? Un miracolo forse».
Più pragmatico Francesco Romano, che insieme alla moglie ha preso le redini dello storico ristorante Roma, in piazza Cesare Battisti, davanti al teatro Animosi. Per lui, come per altri, la Ztl andava fatta: «Nel centro storico ci voleva per eliminare il traffico nelle piazze - dice - piazza delle Erbe, Alberica e tutte le altre. Il punto è che è stata concepita male. È partita con un’idea nobile ma ha avuto risultati disastrosi. Volevano ridurre le auto dei residenti per aumentare quelle dei clienti, ma il risultato è stato quasi l’opposto».
Secondo lui, per trovare una soluzione, per far quindi rinascere il centro storico come si merita, c’è da mettersi a un tavolo e ragionare: capire, studiare e poi prendere decisioni. «A partire sicuramente dalle tariffe dei parcheggi - continua - potrebbero ad esempio fare bianchi quelli al tribunale, visto che comunque rimangono sempre vuoti, e poi mettere tariffe uguali per tutto il centro». Inoltre, secondo Romano, «c’è da rifondare il tessuto commerciale; le agevolazioni per i fondi sfitti sono un’idea. Oggi quei fondi sono fatiscenti ed è un motivo per cui la gente si allontana dal centro storico. L’amministrazione può almeno invitare i proprietari a tenerli meglio, i fondi». E infine gli eventi per riempire la “cornice”. «Se è vero che riaprirà il teatro - continua - sicuramente qualcosa si muoverà. Una volta venivano tanti attori e cantanti famosi; poi da quando ha chiuso Carrara è diventata una città morta».
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