Il dolore
Via alla pulizia del capannone occupato
Lo spazio preso dal collettivo Foc al Foc nel 2010 ospitò la Biennale Gli anarchici: «Un immobile, ora discarica, da restituire alla città»
CARRARA. Proseguono i lavori in via Apuana 22, all’interno del capannone occupato dal collettivo “Foc al Foc”: e mentre l’operazione di pulizia e riqualificazione procede incessantemente, a giorni sarà presentato il cartellone degli eventi che si terranno nel neonato centro sociale.
Uno spazio che nel 2010 ospitò perfino la Biennale. Da laboratorio per la trasformazione del lapideo a “sede espositiva” di un evento artistico di levatura internazionale, da capannone abbandonato a centro sociale. Lo spazio occupato dal collettivo “Foc al Foc” in via Apuana racconta la storia di una città dai mille volti. Lo dicono, con i loro toni tipicamente forti, gli stessi anarchici che la sera del 6 gennaio sono entrati in questo immobile, a quattro passi dal centro città: «E’ un immobile da restituire ai cittadini, noi stiamo riqualificando un fabbricato trasformato da anni in discarica e immondezzaio».
L’attività al civico 22 di via Apuana prosegue alacremente e senza interruzioni: a giorni verrà presentato il cartellone degli eventi e degli appuntamenti organizzati dal collettivo, ma intano si continua a pulire e “riarredare” lo spazio, per renderlo più accogliente. E pensare che qui, nel 2010, erano stati esposti i pugilatori di Antony Gormley, uno dei più importanti artisti che ha partecipato all’ultima edizione della Biennale di Carrara, quella diretta da Fabio Cavallucci e intitolata Post Monument. Uno spazio dalle alterne fortune, nato come Laboratorio della famiglia Corsi Nicolai, passato successivamente all’A.s.i (Agenzia Sviluppo Industriale) e caduto in disuso intorno alla metà degli anni ’80.
«La Biennale di Carrara 2010 lo aveva fatto rinascere, per breve ma intenso periodo, imprimendo un impulso in avanti, verso la riqualificazione, la conoscenza, il recupero e la valorizzazione…un impulso che però non è mai stato raccolto» ricorda l’architetto Corrado Lattanzi che, a quella Biennale, aveva collaborato in prima persona. Una stagione sotto i riflettori e poi di nuovo nel dimenticatoio, relegato – stando ai racconti del collettivo – a vera e propria discarica. Adesso, dopo Cavalucci, saranno gli anarchici di “Foc al Foc” a provare a risollevare per l’ennesima volta le sorti di questo spazio: con modi e finalità diverse certo, ma nemmeno più di tanto.
Nel suo interrogarsi sul futuro della scultura e del monumento, anche il curatore della Biennale aveva deciso di puntare sulla riqualificazione di siti dismessi. Un po’ come gli anarchici che, davanti a una città sempre più vuota e povera di luoghi di aggregazione, hanno deciso di partire proprio da via Apuana 22, per restituire gli spazi ai cittadini e recuperare un po’ di socialità.
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