Italia
«Questo sindaco comanda, non governa»
Durissimo attacco di Bugliani e Martina Nardi a Volpi e Pd: rimpasto «avvilente», «cresce la distanza fra cittadini e politica»
MASSA. «Questo sindaco confonde il governare con il comandare»; «il rimpasto in giunta è stato «avvilente»; il Pd di Massa è «chiuso in se stesso». È durissimo l’attacco che la deputata Martina Nardi e il consigliere regionale Giacomo Bugliani sferrano al sindaco Volpi e al partito democratico (il loro partito) massese. E quando a usare toni così forti – siamo quasi a una sfiducia del sindaco Volpi – sono due “pezzi grossi” dei Democratici (schierati o convertiti al renzismo, va aggiunto), la cosa conferma, ove ce ne fosse bisogno, che nel Pd apuano tira brutta aria.
Nardi e Bugliani parlano apertamente di “anomalia” del Pd di Massa e della giunta Volpi: «Vorremmo – scrivono – che il pd di Massa fosse quello che è altrove: uno spazio politico aperto e al contempo un partito che fa discutere e decidere i suoi gruppi dirigenti». Invece non è così: « Le criticità in cui versa l'amministrazione comunale sono le stesse di cui soffre il partito a livello locale: c'è scarsa capacità di porre al centro i problemi veri del territorio e una modalità di decisione che esclude, che non costruisce partecipazione nè degli iscritti nè dei cittadini. Autoreferenzialità e scarsa partecipazione caratterizzano sia i vertici del partito locale sia quelli dell'amministrazione». E questi problemi, se non saranno corretti, «rischieranno di accrescere il divario tra città e partito e tra città e amministrazione».
Bugliani e la Nardi, insomma, accomunano il “vecchio” Pd a maggioranza rigoniana, all’amministrazione Volpi che contro quel partito, almeno in parte, è nata. E attaccano: «Ci pare che sia stato confuso il governare con il comandare, concetti che tra loro sono profondamente distanti. A noi sta a cuore il buon andamento amministrativo, così come il buon governo del partito; sono questioni rilevanti nella vita del partito e del governo cittadino che non possono essere taciute. Il rimpasto di giunta che avrebbe dovuto produrre una sana autocritica per spingere e rinvigorire l'azione di governo, investendo il corpo largo del centrosinistra, si è invece dimostrata essere una avvilente e non interessante vicenda, degna della prima repubblica, volta solo a consolidare un asse di potere, sul cui altare sacrificare i processi partecipativi, decisionali e programmatici». Un attacco, dunque, in cui si intravede il disappunto dei due per la decisione di Volpi di non mettere in giunta assessori renziani.
Ma l’offensiva prosegue: « Gli iscritti del Pd, i suoi elettori e i cittadini hanno dato fiducia ad un progetto nuovo, con modalità innovative e democratiche; tutti insieme abbiamo il dovere di non tradire tali aspettative. Massa non ha bisogno di essere comandata ma governata, favorendo il coinvolgimento massimo alle decisioni. Massa ha bisogno di tutte le esperienze e intelligenze del centrosinistra comprese le componenti più critiche, perché, a differenza di altri movimenti, noi non diciamo a nessuno “o dentro o fuori” anche quando esprimono sensibilità differenti. Nessuno si può arrogare il diritto di dire chi è del centrosinistra e chi no; nessuno può dire se Articolo primo è o no parte integrante della maggioranza. La città come il pd, ha bisogno di essere coinvolta sui problemi, come ha dimostrato ampiamente la vicenda del Regolamento urbanistico. Da parte nostra lavoreremo in tale direzione».
Claudio Figaia
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