Il Tirreno

«Pontremoli, l’ospedale non è a rischio»

di Riccardo Sordi
«Pontremoli, l’ospedale non è a rischio»

La direttrice della Sds prova (ma non ci riesce) a rassicurare il consiglio sulla compatibilità con la casa della salute

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PONTREMOLI. Tutto rimandato all’incontro con Maria Teresa De Lauretis, direttrice dell’area vasta dell’Asl. Alla fine il consiglio comunale ha scelto di non decidere ritenendo troppo generiche le rassicurazioni giunte da Rosanna Vallelonga, direttore della Società della Salute della Lunigiana e responsabile di Zona della Lunigiana, sull’assoluta compatibilità tra la realizzazione della nuova Casa della Salute e la sopravvivenza dell’ospedale cittadino. Si è chiuso così il consiglio comunale straordinario dedicato alla sanità, svoltosi nel tardo pomeriggio di sabato alle stanze del Teatro della Rosa con una buona partecipazione di cittadini e di rappresentanti dei comuni limitrofi, con l’intenzione di riconvocare a breve un nuovo consiglio a cui partecipi in prima persona la direttrice dell'Area vasta nord-ovest che comprende le ex Asl di Massa e Carrara, di Lucca, di Pisa, di Livorno e della Versilia, la De Lauretis, appunto. Non si può quindi dire che sono state parole “volate al vento” ma comunque non hanno ottenuto l’effetto voluto le lunghe riflessioni ed analisi, corredate da slide, della direttrice Vallelonga che ha definito «una fantasia l’ipotesi che la realizzazione della Casa della Salute metta a rischio l’ospedale di Pontremoli».

Un’opera che, ricordiamo, secondo una delibera del 16 novembre, l’Asl ha deciso di effettuare nel Pensionato Cabrini (in barba a quanto deciso in passato dal consiglio comunale che chiedeva all’Azienda Sanitaria di conoscere nel dettaglio cosa comportava la realizzazione della Casa della Salute e soprattutto che questa venisse realizzata in via Mazzini, nell’attuale sede del Distretto Sanitario), dove hanno trovato alloggio, con uno studio consorziato, anche sei Medici di Medicina Generale. L’azienda avrebbe un comodato d’uso gratuito dell’area, pagando quindi solo le spese vive di gestione. E la Vallelonga ha evidenziato che «non si toglie nessun servizio. Semplicemente si cerca di razionalizzare, di fare in modo che il cittadino possa trovare in un’unica struttura uno spettro maggiore di servizi. Cosa che non era possibile fare negli spazi angusti di via Mazzini. Senza dimenticare che il fulcro della Casa della Salute è rappresentato dai Medici generali che hanno già legittimamente scelto una collocazione nell’ambito cittadino».

E in questo contesto l’ospedale, ha sostenuto la direttrice, «diventa attore fondamentale in un dialogo sinergico con la Casa della Salute». La Vallelonga ha quindi incitato i politici locali a quella che ritiene la “vera” battaglia per la difesa della sanità in Lunigiana «il 30 giugno la Giunta regionale presenterà al Consiglio regionale una proposta di legge per una revisione degli ambiti territoriali delle zone-distretto. È importante che la Lunigiana mantenga il suo ruolo di zona-distretto perché allora sì i rischi per la sanità locale sarebbero alti». L’intervento della direttrice era stato anticipato dalle riflessione dei consiglieri che hanno manifestato le loro posizioni che erano già emerse nel corso di precedenti consigli la maggioranza, per voce del capogruppo Jacopo Ferri, ha evidenziato la sua paura che la Casa della Salute possa rappresentare un mezzo per chiudere o depotenziare l’ospedale e che per evitare questi rischi è pensabile realizzarla solo negli spazi del distretto in via Mazzini. Concetto condiviso anche del capogruppo Rolando Scatena «se esiste anche un solo dubbio che la Casa della Salute possa depotenziare l’ospedale è bene fermarci, e discutere con calma» e dal capogruppo Paolo Bissoli «ci stiamo confrontando su di un tema centrale: il diritto alla salute. Sono molto preoccupato perché in passato quando l’Azienda ha parlato di “riorganizzazione” per il nostro territorio questo ha sempre significati tagli dei servizi». Più aperto il capogruppo Pd, Francesco Mazzoni che ha sostenuto come la Casa della Salute «rappresenta una modalità organizzativa più moderna, avanzata ed efficiente del servizio sanitario». Ci sono stati anche numerosi interventi da parte della popolazione e dei politici locali che hanno convinto ad aggiornare il consiglio «oltre all’intervento della Vallelonga anche gli stimoli offerti della cittadinanza meritano di essere metabolizzati» ha evidenziato Bissoli mentre più duro è stato Ferri che ha sostenuto che ci si potrà “fidare” dell’intenzioni dell’Asl «solo se verranno riattivati e restituiti quei servizi che negli anni avete tolto all’ospedale di Pontremoli». Contrario al rinvio Mazzoni «oggi abbiamo avuto dall’Asl una risposta chiare, che la Casa della Salute non mette a rischio la sopravivenza dell’ospedale. Credo che per questo il Consiglio non possa non concludersi con un documento che sintetizzi quanto è accaduto e che dia uno stimolo politico. Anche con l’impegno a riconvocare una nuova assemblea alla presenza della De Lauretis».

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