Il Tirreno

«Bypass autostradale, opera a rilento»

«Bypass autostradale, opera a rilento»

Roberto Malaspina attacca le amministrazioni di Mulazzo e Villafranca: «Stanno perdendo tempo»

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MULAZZO. Il via libera ai fondi per la realizzazione del bypass autostradale, tra Triola e San Bernardino, ha definitivamente sbloccato il futuro cantiere che si andrà a sviluppare, con una tempistica certa solamente dopo la conferenza dei servizi che si terrà il 28 di gennaio, alla quale parteciperanno tutte le parti in causa.

Non basta però il mero sblocco delle risorse per Roberto Malaspina che vorrebbe una maggiore celerità nella realizzazione di tali opere, ritenute necessarie per la collettività. In una nota, il capogruppo di minoranza, polemizza con entrambe le amministrazioni che si stanno occupando di questa viabilità. «Dopo un silenzio tombale durato due mesi - afferma Malaspina - arriva l’annuncio dei sindaci di Mulazzo e Villafranca che i soldi per il bypass autostradale ci sono. Siamo felici, ma ce lo avevano comunicato a mezzo stampa già due mesi fa, precisamente il 19 novembre scorso. Ci sono voluti due mesi per dirci la stessa cosa? E nel frattempo cosa è successo? Perché tutto questo tempo perso?».

Un affondo duro lo riserva per il primo cittadino di Mulazzo: «Il sindaco di Mulazzo incolpa la burocrazia, ma è proprio lui che ha perso tempo, lui che ha snobbato il problema e non ha avuto idee per quattro anni. Con plateali annunci Novoa ora vorrebbe prendersi i meriti e fare “l’eroe furbetto”, ma ricordiamo che è in carica dal 2012, per cui aveva avuto tutto il tempo per pensare a valide soluzioni. E invece l’unica soluzione intelligente gli è stata suggerita dalla minoranza (questo il sindaco Bellesi lo sa benissimo perché fu il primo a credere con entusiasmo alla mia proposta del bypass autostradale, mentre Novoa nicchiava). Intanto in questi due mesi il progetto poteva già essere pronto e invece siamo ancora al preliminare. Essendo Mulazzo comune alluvionato, potevano essere adottate misure speciali, deroghe particolari che consentissero lo snellimento della complessità e della macchinosità di questa operazione. Le soluzioni e le strade c’erano, bastava volerle trovare e metterle in pratica».

Infine un ultimo pensiero lo riserva all’idea iniziale, ossia quella della realizzazione di un guado transitabile anche dai veicoli. «Una considerazione – chiosa Malaspina - è d’obbligo: se nonostante la furia dell'acqua una parte della passerella (il vecchio Bayley) ha resistito, allora significa che un guado solido, ben progettato e costruito a regola d’arte, avrebbe resistito ancor meglio? E sarebbe stato, come noi avevamo detto (aprile 2015) la soluzione di tutto il problema? Penso proprio di sì (e con un impiego di denaro pubblico di gran lunga inferiore ai 270 mila euro per il bypass), ma è una strada ottusamente che non si è voluto percorrere».

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