La manifestazione
Soldi a singhiozzo per il water front
Lo Stato promette 6 milioni per il nuovo ingresso al porto con un altro ponte sul Carrione. La foce verrà allungata
MARINA DI CARRARA. Il Water front si farà, ma a lotti: questione di soldi, ovviamente. I 34 milioni di euro annunciati da Stato, Regione e Autorità portuale per coprire tutti e quattro i lotti dell’intervento non sono ancora tutti disponibili. Ci sono promesse, assicurazioni, ma non atti. Potrebbe partire in questo 2016, il primo lotto, quello che prevede le due maxi rotonde su viale Zaccagna e via delle Pinete e la realizzazione di un altro ponte ad otto corsie alla foce del Carrione: la nuova porta di ingresso al porto, la più diretta dall’area industriale. Questo per togliere gran parte del traffico pesante da Viale Da Verrazzano e quindi dal lungomare di Marina.
Dalla conferenza Stato-Regione della scorsa settimana il presidente regionale Enrico Rossi è uscito, tra l’altro, con la promessa di un decreto a breve per un finanziamento di 6 milioni per questo lotto. Sono soldi che arriveranno dal capitolo dell’Iva pagata nei porti. Nel caso si parla ancora della ripartizione del 2014. «Premeremo affinchè il decreto venga sbloccato prima possibile», ha detto Rossi, in una riunione a Firenze, ai sindaci Angelo Zubbani e Alessandro Volpi.
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Il prima possibile è targato 2016. Andando a guardare gli altri lotti, di certo l’Autorità portuale ha i 9 milioni per eseguire il lotto del water front che interessa la riqualificazione dell’area demaniale. La Regione ha invece promesso di finanziare il lotto che riguarda la passeggiata a mare sul molo. Da trovare ancora i soldi per la riqualificazione di viale Da Verrazzano. Il sottosegretario alle infrastrutture Riccardo Nencini punta ancora ad attingere al capitolo dell’Iva pagata nei porti, questa volta datata 2015. In questo quadro, difficile che vada in porto, è il caso di dirlo, l’idea del sindaco Angelo Zubbani di un appalto unico per il water front, anche per avere economie su un eventuale ribasso d’asta da spendere ancora su Marina.
«Non mi sono ancora arreso - dice Zubbani - certo è che se arrivano i soldi dallo Stato per il primo lotto non ho intenzione di lasciargli prendere la polvere. Vedremo». Il primo lotto del Water front è tutto dedicato al nuovo ingresso al porto con un nuovo ponte parallelo a quello ora esistente alla foce del Carrione e che quindi atterrerà nel piazzale Città di Massa. Un accesso che, secondo i progettisti, sarà un collegamento più diretto con l’area industriale apuana e ne intercetterà gran parte del traffico pesante.
Ma in questo lotto, la Porta di Levante compare anche un pennello di 150 metri per allungare a mare la foce del Carrione e, secondo il progettista, l’ingegner Paolo Sammarco, impedirne l’insabbiamento. La foce si allunga a mare fino a raggiungere la quota di cinque metri di profondità. Su questo pennello nei mesi scorsi sono divampate le polemiche: lo si è definito un cavallo di Troia per il progetto di allargamento del porto.
Il primo pezzo di un molo da allungare di altri 600 metri per formare in questo modo un lato del nuovo porto turistico che abbraccerà il mare fino al Lavello.
«Il pennello lo aveva richiesto la Regione come opera di difesa idraulica per la messa in sicurezza del Carrione. Un’opera che è stata vista e vistata anche dal Ministero. Dopo le polemiche abbiamo fatto un ulteriore passaggio e abbiamo chiesto ancora alla Regione di valutare l’opera nell’ambito del progetto complessivo di messa in sicurezza del Carrione. I tecnici hanno confermato la sua necessità per evitare l’insabbiamento della foce», spiega il sindaco Zubbani. Che al tempo stesso ricorda che il nuovo piano portuale è invece oggetto di approfondimenti tecnici e quindi ancora in fase di studio per le problematiche, ad esempio, dell’erosione delle spiagge. Come dire che di nuovo porto se ne parlerà tra qualche anno. Ma del nuovo ingresso al porto invece no: «Dico 2016».
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