Il Tirreno

Quattro chilometri in bicicletta nella ex Marmifera

Luca Borghini
Quattro chilometri in bicicletta nella ex Marmifera

Carrara, un progetto di riqualificazione fermo da anni. Una nuova chance arriva con i Piu europei

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CARRARA. L'annuncio della partecipazione dell'amministrazione comunale al bando europeo per i Programmi Integrati Urbani (Piu Europa) riaccende il tema del percorso ciclabile sulla cosiddetta "ex-Marmifera". Un progetto di cui si parla da anni, che puntualmente finisce nei programmi elettorali, ma sui cui poi non si è mai passati ad un fase progettuale concreta da parte delle varie amministrazioni. Insomma un progetto nel cassetto atteso da tempo.

Il percorso a cui si fa riferimento nella pista ciclabile è l'ex-tracciato ferroviario che parte da San Martino per arrivare ad Avenza. Il tratto di strada ferrata, oggi dismessa, è ancora ben visibile partendo dal centro e arrivando fino alla stazione. Di questo tratto, tanto per fare degli esempi, fanno parte i ponti di Anderlino e i vari ponti di Fossola. L’errore storico. Un recupero al fine ciclabile del percorso sarebbe auspicabile per l'impatto ambientale, urbanistico e turistico sulla città.

Eppure c'è un errore di fondo a chiamarlo percorso dell'ex- Marmifera. Perché con la Ferrovia Marmifera Privata di Carrara questo percorso centra in maniera marginale, è infatti antecedente di qualche decennio rispetto all'inaugurazione dell'infrastruttura ferroviaria carrarese. Il tronco Avenza - Carrara, ancora oggi di proprietà delle Ferrovie dello Stato, risale al 1866 (inaugurazione Marmifera 1876, ndc) ed era un prolungamento, unico quanto raro, della linea Genova - Pisa fino al centro di Carrara.

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Su questa linea "speciale" vi fu un acceso dibattito e fu addirittura inserita nella convenzione generale per la costruzione della linea principale che avrebbe collegato il capoluogo ligure a Pisa. A farsi promotore della linea fu il generale, allora deputato del Regno, Domenico Cucchiari. Dieci anni dopo l'apertura della linea Avenza - Carrara fu inaugurata la Marmifera.  Naturalmente il prolungamento fino al centro della città divenne parte integrante del percorso della strada ferrata industriale ma sempre ed esclusivamente con apposite convenzioni firmate dalla Ferrovia Privata con i gestori della linea nazionale, in ultimo le Ferrovie dello Stato.

La Marmifera utilizzava sì la linea ma pagando una certa quota in base alla quantità di viaggi e al materiale trasportato.Da qui l'errore di definire il percorso "ex-Marmifera" quando nei fatti si trattava di un percorso nazionale che infatti venne soppresso con il decreto del presidente della Repubblica n. 1459 del 28 dicembre 1970.

Ecco il tracciato. Un percorso di cui si parla da tempo e che non ha ancora trovato una sua realizzazione. Il tracciato misura poco più di quattro chilometri. Il tratto tra San Martino e Fossola è in rettilineo poi inizia una grande curva che fa confluire il tracciato dentro la stazione di Avenza. Il ponte parallelo alla ferrovia sul viale XX Settembre (il primo provenendo da Carrara) è l'ingresso del tracciato nello scalo avenzino.

Oggi il tracciato nella prima parte dalla stazione fino ai ponti di Anderlino è in stato di abbandono, l'altra parte non è recuperata ma in più punti è stato "chiuso" da privati. Come detto si parla da anni di un suo recupero ma fino ad oggi il tracciato non ha subito interventi di recupero neanche marginali. E molti tratti versano nel completo degrado ormai da parecchio tempo.

Il progetto. Il progetto di riqualificazione esiste da tempo. E il percorso della pista ciclabile è già ben delineato. Un percorso e un progetto che tornano di attualità con il al bando europeo per i Programmi Integrati Urbani (Piu Europa) a cui il comune di Carrara partecipa. È bene ricordare che i comuni in lizza per il finanziamento sono 42 e fanno tutti parte di una lista di centri urbani con difficoltà socio-economiche. Perquel che riguarda il bando gli interventi devono avere finalità sociali e di rilancio del tessuto economico locale. E c’è una cosa da considerare, dei 42 progetti presentati dai comuni toscani, solo 8 saranno finanziati.

Insomma Carrara è in lizza ma dovrà vedersela con altri concorrenti e con una copertura garantita solo per otto interventi di riqualificazione previsti dai Propgetti urbani che fanno parte del Piu Europa. Per il recupero dell’ex Marmifera un percorso ancora in salita

 

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