Sicurezza
«Per la variante Aurelia già spesi 140mila euro»
Gli Arancioni attaccano la giunta per il progetto sparito dal bilancio: «L’amministrazione non può lasciare le opere a metà»
MASSA. La Regione Toscana ci dice che il progetto della variante Aurelia, sul comune di Massa, le interessa; la politica regionale e nazionale ci mette anche la faccia con interrogazioni e dichiarazioni pro e nel piano Anas, una parte della strada sarebbe già cantierabile nel 2017, ma dal bilancio del Comune di Massa spariscono i soldi per avviare il progetto definito, 61 mila euro, tolti dal capitolo a gennaio 2015. Secondo gli Arancioni il segnale è chiaro: «A questa amministrazione e soprattutto a questo sindaco- tuona il consigliere Fabrizio Brizzi- non gli interessa nulla della variante Aurelia».
«La strategia di questa amministrazione è fare soltanto opere finanziate per intero, di cui ci sia la certezza della copertura- continua la consigliera Gabriella Gabrielli- ma non è così che si amministrano le città. Forse Volpi dovrebbe dire se hanno idee per portare a termine i progetti focali per il territorio, se i suoi uffici lavorano, se riesce ad andare a Firenze, a volte anche con il cappello in mano, per spingere e chiedere aiuto».
I fatti che riguardano la variante Aurelia vengono ripercorsi dagli Arancioni passo passo: anni fa, siamo nell’era Pucci, la Regione cofinanzia il progetto con 80 mila euro, stiamo parlando, naturalmente del progetto preliminare, cui avrebbe dovuto seguire quello definito e poi quello esecutivo (secondo l’ultima legge a carico della ditta vincitrice della gara di appalto); il Comune di Massa ci mette 120 mila euro, finanziati e a capitolo. 80, più 120 (anche se sembrano i conti della serva) fanno 200 mila euro in pratica già spesi per avviare il percorso della variante. Il Comune spende 139 mila euro per il progetto preliminare (anche questi soldi rintracciabili dalle carte delle pieghe del bilancio) e ne lascia 61 mila nel capitolo. «Quei soldi- spiega Brizzi- naturalmente non sarebbero bastati a far più nulla, ma erano un punto di partenza. Bisognava tornare a Firenze e chiedere un altro cofinanziamento per il progetto definitivo, oppure trovare un accordo con Anas, insomma cercare la maniera di andare avanti. Se fosse stata una priorità dell’amministrazione lo si sarebbe fatto». Invece parte l’amministrazione Volpi, l’iter si blocca, per tre anni non si parla più di variante Aurelia; il sindaco mancò anche l’incontro con l’allora ministro alle infrastrutture Maurizio Lupi che aveva chiamato a raccolta tutti i sindaci toscani e le istituzioni per capire quali interventi consideravano strategici per i loro territori; a quell’incontro fu mandato, lo ricordiamo, un dirigente comunale, che non proferì parola e, secondo qualcuno, furono perse molte occasioni. Si arriva al gennaio scorso, quando si pensa di ripulire il capitolo in cui “avanzavano” quei 61 mila euro messi a bilancio per la variante Aurelia, pensando probabilmente fossero più utili altrove. A prescindere dal segnale politico dato a questo atto, secondo gli Arancioni sarebbe stata oltretutto una manovra illecita. Se ne discuterà durante uno dei prossimi consigli comunali.
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