Il dolore
«Non trasferite la casa della salute»
Pontremoli, Cgil contro la decisione di Asl di portare la struttura al Cabrini
PONTREMOLI. La casa della salute di Pontremoli andrà nel pensionato Convitto Cabrini con contratto di comodato d'uso dei locali «che non è dato sapere dalla determina se a titolo oneroso o gratuito». A parlare sono Ccgil , Funzione Pubblica, Spi , Lunigiana che chiedono all’Asl di ritirare la delibera con cui è stato deciso il trasloco. «Tutto ciò - dicono - non tenendo in alcuna considerazione i locali del distretto socio sanitario di Pontremoli sito in Via Mazzini ed adducendo motivazioni risibili per la sua non collocazione nella struttura. La decisione, poi, è stata presa in contrasto con i deliberati sia della giunta che del consiglio comunale. Oltretutto se realmente fossero esistiti problemi di spazi nel distretto, non si comprende come non sia stato preso in considerazione l'utilizzo dell'ospedale Sant’Atonio Abate, redistribuendo i servizi all'interno dell'edificio ospedaliero che comunque già oggi evidenzia l'esistenza di spazi idonei, e permettendo così anche la permanenza del personale in spazi di proprietà pubblica ed un risparmio di risorse. Lo stesso consiglio comunale - continua il sindacato rosso - evidenzia la forte preoccupazione che l'eventuale spostamento del distretto pubblico e/o comunque il potenziamento di una sovrastruttura privata provochi pesanti controindicazioni circa il mantenimento e l'auspicato potenziamento dei servizi dell'ospedale cittadino, oltre che l'impiego di risorse pubbliche che potrebbero agevolmente essere risparmiate o diversamente impegnate. Tutto ciò ci sembra la solita soluzione pasticciata che favorisce ambiti privatistici, rispetto all’utilità pubblica, oltretutto alcune dinamiche politiche non proprio chiare della vicenda lasciano il sospetto di una manovra di pura natura elettoralistica. Oltretutto questa scelta contrasta con la dichiarata volontà di implementare i servizi sanitari all'interno dell’ospedale di Pontremoli, e questo ci preoccupa fortemente». Da qui la richiesta a Asl di ritirare la delibera.
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