«Inaugurazione dell’ospedale vergognosa»
Benedetti critico sul dispiegamento di forze dell’ordine. Barani: bello, però non hanno finito l’inno di Mameli
MASSA. «Questa volta il comportamento delle autorità istituzionali e della dirigenza Asl, è stato vergognoso e inaccettabile, perché la città di Massa e soprattutto i cittadini non si meritavano una simile iniziativa che si trasforma in una grave offesa per tutti coloro che con i propri soldi hanno contribuito a pagare il nuovo ospedale delle Apuane». Non solo centri sociali, comitati, m5s e partiti di (estrema) sinistra: anche Forzia Italia polemizza sull’inaugurazione di venerdì del nosocomio in viale Mattei. E questo perché, dicono il consigliere comunale azzurri, Stefano Benedetti e Mauro Rivieri, presidente di “Massa città nuova” non è stato permesso loro di entrare. «La messa in scena programmata dagli organizzatori della manifestazione di inaugurazione della struttura, con l’inutile e dispendiosa blindatura di decine e decine di uomini delle forze dell’ordine, rappresenta molto bene il fallimento totale della giunta Rossi e dei sindaci locali sulla sanità con conseguenze molto serie a danno dell'utenza e dei malati. A ben vedere, non si capisce da dove sia nata tutta questa preoccupazione, visto che le proteste sono sempre state pacifiche e di terroristi in giro non c’è neanche l’ombra, ma solo qualche sparuto movimento non violento. Nel merito, vogliamo denunciare che ieri si è consumato un precedente per la democrazia in quanto le istituzioni hanno impedito a partiti e movimenti di manifestare pacificamente contro i disservizi sanitari».
Si definisce invece «coinvolto ed emozionato» dall’inaugurazione il senatore craxiano Lucio Barani, perché quella - dice - è una struttura storica e poi lui si è «reso conto che quello che il presidente Rossi e il dirigente De Lauretis inauguravano era anche una mia opera, frutto di un mio impegno politico e di amministratore». E lui, che ha sempre fatto guerra a Rossi, ora ringrazia tutti: il presidente Rossi stesso «per quello che ha fatto per la mia terra» -dice e «i direttori generali Magnani, Scarrafuggi e soprattutto Delvino e la De Lauritis». Unico rimprovero: quello di aver interrotto l’inno di Mameli dopo il taglio del nastro.
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