Sicurezza
«Finanziamenti regionali importanti ma non sufficienti»
La Cgil sui progetti pubblica utilità
MASSA. Altri tre milioni di euro stanziati dalla Regione Toscana per i progetti 2016 riguardanti lavori di pubblica utilità, «si tratta di una risposta importante – commenta la Cgil di Massa Carrara – ma parziale rispetto alle problematiche della nostra città, sicuramente un’opportunità in più per tutti i lavoratori in difficoltà».
Con la riduzione degli ammortizzatori sociali e una provincia che spicca su tutte le altre per il tasso di disoccupazione più alto a livello regionale (record anche la percentuale di giovani inoccupati o alla ricerca di lavoro) questo progetto – sottolinea il sindacato – deve essere il punto di partenza per ulteriori bandi e finanziamenti regionali e nazionali. «Nel 2015 – spiega il segretario Paolo Gozzani – ovvero per il progetto in corso, è stato stanziato dalla Regione un milione di euro per le tre aree definite aree complesse (Livorno, Piombino e Massa Carrara), vista la carenza di misure a sostegno del reddito ci siamo confrontati per riuscire a capire se c’è la possibilità di individuare ulteriori risorse per il nostro territorio. Molti lavoratori sono ormai scoperti da qualsiasi forma di aiuto, questo è un progetto di sostegno, di solidarietà ma è anche un contributo per creare nuove condizioni di sviluppo e di sicurezza del territorio, il beneficio è senz’altro collettivo». Tra qualche mese dovrebbe partire il nuovo bando con altri tre milioni messi a bilancio dalla Regione proprio per progetti di pubblica utilità nelle tre aree di crisi, ma la notizia, ancora più interessante, è che per il futuro le risorse messe sul tavolo degli enti locali potrebbero aumentare – si parla di una decina di milioni – grazie ad un possibile accordo tra regione e Governo.
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Intanto i sedici lavoratori che verranno impiegati negli interventi del Frigido e del Candia verranno selezionati in base a paramenti di “solidarietà” individuati di concerto proprio dai sindacati e dall’amministrazione comunale. Il criterio, ovviamente, è quello di favorire le persone più svantaggiate: tra le voci scelte figura l’Isee (indicatore delle situazione economica), l'età, il carico familiare.
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