Sicurezza
Via Argine Destro di nuovo sott’acqua
La protesta delle aziende del marmo: con venti centimetri d’acqua nei piazzali qui non possiamo nemmeno lavorare
CARRARA. Le piogge intense della giornata hanno mandato sott’acqua via Argine Destro facendo scattare una nuova protesta degli imprenditori della zona: «Già in condizioni normali la viabilità è deficitaria. Con 20 centimetri di allagamenti diventa impossibile lavorare» denuncia Maurizio Fontanili che, insieme ai suoi colleghi, invita il sindaco Zubbani a far visita al sito produttivo. Quattordici mesi di “passione”, tra la paura per la tenuta di un argine provvisorio e disagi legati a una viabilità emergenziale, senza nemmeno sapere, con precisione, quando inizieranno davvero le opere per ricostruire la sponda crollata il 5 novembre 2014 quella che dovrebbero riportare la situazione alla normalità.
Quattordici mesi di difficoltà che diventano praticamente insormontabili in concomitanza delle piogge, quando la via di accesso al polo produttivo di via Argine Destro finisce regolarmente sott’acqua. Nuova raffica di proteste dagli imprenditori del polo della lavorazione del lapideo situato a ridosso di Villa Ceci. Giovedì, a causa delle forti piogge, la strada è stata invasa da almeno 20 centimetri di acqua che hanno reso difficile se non impossibile raggiungere le sedi delle aziende che lavorano il marmo nella zona. Si tratta di una ventina di imprese con circa 150 dipendenti che operano nel settore della lavorazione e del commercio del lapideo e dunque devono essere raggiungibili da tir e clienti. «Già in condizioni normali la viabilità è disagevole e la segnaletica poco chiara. Quando piove poi diventa praticamente impossibile raggiungere il sito, sia per i dipendenti sia per i nostri partner commerciali» spiega Maurizio Fontanili, titolare di un’azienda della zona, che insieme ai suoi colleghi si dice stanco di sopportare continui disagi.
«Da 14 mesi lavoriamo in condizioni difficili. La segnaletica per la viabilità alternativa, dopo la chiusura dell’accesso a via Argine Destro da via Covetta è insufficiente. Abbiamo inviato richieste e lamentele e dopo mesi hanno messo un cartello, piccolo e poco visibile» racconta l’imprenditore. I mezzi pesanti, com’è noto, raggiungono il polo produttivo percorrendo la contestatissima pista attraverso villa Ceci. Dipendenti, clienti, corrieri e tutte le auto dirette nella zona devono invece raggiungere via Cairoli – attraversando i meandri delle stradine a ridosso del litorale – e da lì imboccare su un percorso angusto Via Argine Destro.
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«Non ci sono indicazioni da nessuna parte e chi non è del posto ha difficoltà a trovare la strada» racconta Fontanili, spiegando che una volta arrivati sull’unica via di accesso è facile imbattersi in ingorghi e code, ed essere costretti a manovre funamboliche per consentire il passaggio delle auto. Un’accoglienza tutt’altro che calorosa per chi viene da lontano per fare affari e un problema quasi quotidiano per gli oltre cento dipendenti che lavorano nel sito. Adesso che è passato più di un anno dal crollo della sponda del Carrione, gli imprenditori non ne possono davvero più: «Non sappiamo nemmeno quando partiranno i lavori di ricostruzione dell’argine. Finora ci sono stati tanti annunci, che non hanno mai avuto seguito» sottolinea l’imprenditore, certo che anche l’ultima scadenza indicata per l’apertura del cantiere – ovvero fine gennaio – sarà disattesa.
«E’ una situazione incredibile e vergognosa» lamenta Fontanili a nome di tutti i titolari di impresa della zona che lanciano una provocazione. «Il sindaco nel momento della crisi della Carrarese è andato a trovare i calciatori e ha fatto bene. Mi chiedo perché non sia mai venuto qui da noi» conclude l’imprenditore auspicando che il primo cittadino si rechi presto in via Argine Destro, per vedere di persona le condizioni in cui le aziende sono costrette a lavorare.
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