Il Tirreno

Sicurezza sul lavoro: arriva in cava la polizia mineraria

Sicurezza sul lavoro: arriva in cava la polizia mineraria

Ieri l’incontro tra i sindacati e il governatore regionale «Per le morti bianche sulle Apuane un tavolo permanente»

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CARRARA. Da una parte verrà aperto un tavolo permanente con esperti, istituzioni e sindacati. Dall’altra verrà formato un gruppo di tecnici che controlleranno che le norme vengano rispettate, la cosiddetta polizia mineraria. È così che la Regione ha proposto ieri, poco prima dell’inaugurazione del nuovo ospedale, di affrontare il problema della sicurezza in cava. Perché di problema si tratta, visti i numeri delle morti bianche negli ultimi mesi sulle Alpi Apuane.

Lo ha riconosciuto pure il parlamento, aprendo un’inchiesta sugli incidenti mortali nel mondo del marmo: la commissione infortuni sul lavoro del Senato ha infatti inviato una missiva alla prefettura di Massa-Carrara per chiedere informazioni su quanto accaduto il 23 novembre e l’11 dicembre 2015, i giorni in cui persero la vita rispettivamente Nicola Mazzucchelli, ucciso da una pallina di filo diamantato, e Stefano Mallegni, schiacciato da una lastra di marmo mentre stava lavorando in segheria.

Il presidente della Regione, Enrico Rossi, ieri mattina ha incontrato i sindacati, confederali e di categoria, insieme a Maura Pellegri, responsabile prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, e ha fatto promesse. Anzitutto quella di aprire un tavolo permanente con tutte le parti coinvolte: industriali, sindacati, tecnici, personale medico, istituzioni. Il tutto per studiare, analizzare, tenere sotto controllo le cave e capire di volta in volta che misure prendere per aumentare la sicurezza nel luogo di lavoro e scongiurare così altri incidenti.

Punto secondo: ci sarà la polizia mineraria, come vuole la legge regionale, ossia un gruppo di tecnici che controlleranno che le norme in cava vengano rispettate. La Regione, infatti, con il testo unico delle cave, incasserà 1 milione di euro in più che ha deciso di investire appunto nella sicurezza. Provvedimenti «buoni», dice Roberto Venturini, della Fillea Cgil, ma non sufficienti. «Bisogna fare qualcosa in più rispetto a quanto si è fatto fino a oggi, soprattutto nelle cave - commenta il sindacalista - è qui infatti che troviamo la situazione più grave». In altre parole, secondo i sindacati, è importante che la legge regionale venga finalmente applicata, «ma poi devono essere prese altre “precauzioni”. Anzitutto - dice Venturini - ci vogliono i deterrenti, tipo togliere la concessione a chi non rispetta le norme sulla sicurezza. Consideriamo che anche a livello nazionale, nel tempo, il decreto sulla sicurezza è stato svuotato, sono stati depenalizzati molti reati e adesso te la cavi con una multa. Ma anche se viene fatta una multa di 5mila euro a un concessionario, non lo porterà a rispettare le regole in cava».

Un incontro, quello di ieri, pilota rispetto al tavolo che dovrebbe nascere. Il governatore Rossi ha fatto di saper di voler incontrare anche l’altra parte in causa, gli industriali, per iniziare un percorso condiviso sulla sicurezza in cava.

Melania Carnevali

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di Redazione web