Il Tirreno

Anarchici occupano un capannone «Sarà centro sociale»

Cinzia Chiappini
Anarchici occupano un capannone «Sarà centro sociale»

È uno stabile alle porte del centro abbandonato da 30 anni Oggi l’apertura ufficiale con festa e mostra fotografica

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CARRARA. Il collettivo “Foc al Foc” occupa un locale in via Apuana, poco fuori il centro di Carrara. L’obiettivo è quello di creare un centro sociale e uno spazio di ritrovo in una città ormai priva di luoghi di aggregazione: oggi l’apertura “ufficiale” con tanto di festa alla memoria del carrarese che si è tolto la vita qualche giorno fa lanciandosi dal ponte di Torano.

Le porte sono state sfondate - solo metaforicamente perché in realtà erano già aperte - la sera della Befana e da allora una cinquantina di persone è incessantemente al lavoro per ripulire, arredare e rendere accogliente un locale abbandonato almeno dalla metà degli anni Ottanta.

Siamo in Via Apuana, nella prima periferia di Carrara. A poche centinaia di metri dal parco della Padula, il collettivo “Foc al Foc” ha occupato l’immobile che sorge al civico 22. Si tratta di uno spazio enorme, all'interno di una palazzina costruita intorno agli anni Cinquanta. Doveva essere la sede di una ditta di marmi: al piano terra un grande salone adiacente a quello che era sicuramente un laboratorio di marmo.

Al primo piano dei locali più piccoli che forse un tempo ospitavano gli uffici, affacciati su un grande terrazzo da cui si gode una vista straordinaria della zona ovest della città. In disuso da ormai trent’anni l’immobile risulterebbe essere di proprietà dell’Agenzia Sviluppo Industriale.

Gli “occupanti” che vi si sono insediati gravitano nell’orbita del movimento anarchico carrarese: si tratta di una cinquantina di persone impegnate ormai da quasi dieci giorni sono nella non semplice opera di rendere accogliente il locale. Per avere un’idea delle condizioni in cui versava quando il collettivo è entrato, basta affacciarsi sulla ex segheria, dove è stato accatastato il materiale trovato in quello che è destinato a diventarla sede del collettivo. C’è di tutto. Vecchie attrezzature sanitarie, con barelle e carrelli utilizzati chissà quanto tempo fa negli ospedali. Ci sono anche riviste e libri. E perfino i volantini elettorali di un ex candidato sindaco, mai eletto.

Dopo tanto lavoro il salone principale, davvero enorme, è stato liberato: qui sorgerà la sede di “Foc al Foc”, qui nascerà il primo centro sociale carrarese degli anni Duemila. Sì perché l’intenzione del collettivo è quella di utilizzare questo immenso spazio per incontri, dibattiti, proiezioni, mostre, rappresentazioni teatrali, per organizzare insomma tutte quelle attività che oggi a Carrara difficilmente riescono a trovare una sede, soprattutto se chi le allestisce è a corto di denaro.

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