Il Tirreno

«Poco il personale e cattiva la gestione: ospedale nel caos»

«Poco il personale e cattiva la gestione: ospedale nel caos»

È il grido d’allarme dei sindacati a due mesi dall’apertura E dopo l’assemblea: siamo pronti ad una stagione di lotte

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MASSA. Hanno atteso qualche settimana di rodaggio, poi i sindacati lo hanno detto - e ribadito - in ogni modo: al nuovo ospedale il personale è poco e la disorganizzazione massima. Pochi gli infermieri - rincarano oggi - pochi gli operatori sanitari, pochi i medici e mal distribuiti i compiti. Concetti che adesso rafforzano dopo l’assemblea unitaria del personale: se si assume, si assume troppo poco (come è accaduto per soli sette oss), il contratto è bloccato, i riconoscimenti economici per gli sforzi dai tempi del buco dell’Asl all’apertura del Noa, sono pari a zero. Poi l’annuncio: siamo pronti ad inaugurare una stagione di lotte. A tutela - sottolinea Valerio Musetti, segretario Cgil sanità - dei lavoratori e dei cittadini.

E sono i sindacati a passare in rassegna ciò che non va: «Il nuovo ospedale si trova nel caos più totale - a fare la sintesi è Claudio Salvadori, segretario Uil Fpl - mancano infermieri e oss nei vari reparti, gli orari di servizio sono massacranti e la dirigenza non risponde da settimane alle nostre richieste di incontro. Una disorganizzazione completa e i lavoratori cominciano a risentire a livello psichico e fisico dello stress subito».

Gli fa eco Valerio Musetti: «Sempre più spesso infermieri e operatori vengono richiamati al lavoro nel giorno di riposo per mancanza di personale. Mancanza che si giustifica con l’organico ridotto e con la mancata copertura di ferie e malattia». Salvadori si affida all’esempio: «Per il trasporto dei pazienti per la diagnostica doveva essere creato un gruppo esterno che si doveva muovere fra i reparti. L’obiettivo era quello di evitare di far uscire gli oss dai rispettivi reparti, ma il gruppo non è stato creato e così gli operatori sanitari sono costretti a fare la spola da un reparto all’altro per trasportare i pazienti a fare visite e analisi. La stessa cosa accade al Pronto soccorso. Le visite ortopediche, poi, vengono dirottate spesso nella sala gessi del Pronto soccorso andando a gravare sui carichi di lavoro». Pochi operatori in pronto soccorso, pochi per il trasporto, pochi - aggiunge Musetti - in medicina e sub intensiva.

Ma la lista di ciò che non va non è finita: «Ci sarebbe da discutere con la dirigenza - il segretario della Uil torna su un tema noto - sull’assenza di parcheggi per il personale; ci sono pazienti - prosegue l’elenco - che si lamentano per i miasmi provenienti dal Cermec e dai bagni. I servizi igienici sono sottodimensionati o inutilizzabili, la sala d’attesa è troppo piccola e si scatenano discussioni fra pazienti e personale». Disorganizzazione - spiega la Uil - a tutti i livelli: «Hanno creato un mega blocco operatorio con 60 infermieri e 30 oss- per una struttura del genere doveva essere nominato anche un responsabile, hanno fatto il bando e si sono presentati in quattro, ma dopo un mese e mezzo hanno riaperto il bando perché hanno ricevuto poche domande. Insomma, il quadro del Noa è quello di in girone dantesco: Su tutti questi aspetti abbiamo chiesto più volte un incontro alla dirigenza, ma nessuno ha mai risposto».

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