Sicurezza
Concessioni ai bagni confermata la proroga al 2020
Non c’è solo l’erosione a far preoccupare il settore turistico-balneare. Sugli stabilimenti balneari pesa ancora la spada di Damocle della direttiva Bolkestein, detta in altre parole, la messa all’as...
Non c’è solo l’erosione a far preoccupare il settore turistico-balneare. Sugli stabilimenti balneari pesa ancora la spada di Damocle della direttiva Bolkestein, detta in altre parole, la messa all’asta delle concessioni demaniali. In proposito c’è da segnalare la risposta che il ministero delle Infrastrutture ha trasmesso all’ex senatore versiliese di Fi Massimo Baldini sul rinnovo delle concessioni.
Il minsitero, una volta chiarito che le concessioni demaniali marittime per finalità turistica sono in regime di proroga con scadenza al 31 dicembre 2020, ribadisce che “la normativa attuale prevede la possibilità di richiedere ex novo una concessione demaniale fino a vent’anni in funzione della entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare”.
In altre parole, è possibile richiedere al Comune di riferimento (le competenze in materia sono passate agli enti locali) una nuova concessione per la durata connessa alla portata degli investimenti che il concessionario intende fare sulle strutture balneari. «Oppure, al termine della concessione oggi assentita, e previo esperimento dell’istruttoria, - se la concessione è in essere - con rinuncia della precedente. Altrimenti si eluderebbe la legge che prevede la proroga ex lege delle concessioni fino al 2020». Per Fabrizio Licordari di Assobalneari, la
nota che il Ministero dxelle Infrastrutture e dei Trasporti ha inoltrato «è di una chiarezza inequivocabile ed evidenzia che la procedura prevista per legge di richiedere un periodo di concessione in base agli investimenti da effettuare riguarda il rilascio di un nuovo titolo, confermando di contro la proroga al 2020 "ex lege”.
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