Sicurezza
Morti in cava, il Parlamento apre un’inchiesta
La Commissione infortuni sul lavoro del Senato ha inviato una missiva alla Prefettura per chiedere tutti i documenti
CARRARA. Il Parlamento apre un’inchiesta sugli incidenti mortali nel mondo del marmo e lo fa partendo dall’ultima drammatica raffica di decessi che si è registrata tra agosto e dicembre dello scorso anno. L’annuncio arriva dalla Commissione infortuni sul lavoro del Senato che proprio nelle ultime ore ha inviato una missiva alla prefettura di Massa-Carrara per chiedere informazioni dettagliate su quanto accaduto il 23 novembre e l’11 dicembre 2015 quando persero la vita Nicola Mazzucchelli, ucciso in cava da una pralina di filo diamantato, e Stefano Mallegni, schiacciato da una lastra di marmo mentre stava lavorando in segheria.
Nella lettera la commissione avrebbe chiesto la documentazione compilata da autorità locali di pubblica sicurezza, strutture competenti dell'amministrazione del Lavoro, Inail e associazioni territoriali, sindacati e industriali inclusi. L’apertura delle indagini è stata confermata ieri dalla presidente della commissione Camilla Fabbri (Pd) alla senatrice Sara Paglini (M5S) che insieme alla collega carrarese Laura Bottici fin dal momento dell’insediamento di questa legislatura aveva sollecitato l’avvio di approfondimenti sulla sicurezza dei lavoratori delle cave. In uno dei suoi ultimi interventi davanti alla commissione, la senatrice Paglini aveva snocciolato i drammatici numeri sugli incidenti - mortali e non - che si registrano nel settore: «L'anno peggiore è stato il 2009 con ben 656 incidenti ma le statistiche tenute da INAIL rivelano che il totale delle denunce di infortunio relative al periodo 2000/2013 ammonta addirittura a 5.635, più di una al giorno».
La parlamentare grillina aveva presentato anche un elenco di tutti gli infortuni registrati dal 2010 al 2015, una lista nera anzi nerissima che si chiudeva proprio con i nomi di Mazzucchelli e Mallegni preceduti da quello di Bruno Maggiani, il cavatore morto a fine agosto 2015, dopo essere precipitato da una bancata di marmo. E chissà se proprio questa ultima serie di incidenti, tanto fitta quanto tragica, è stata la molla che ha convinto la commissione a far partire le indagini: «Per Carrara e il settore del marmo in generale è una svolta importantissima» ha sottolineato Sara Paglini, rivendicando l’avvio dell’inchiesta come una vittoria del Movimento 5 Stelle. «La commissione parlamentare effettuerà visite in cava e al piano, e potrà indagare su quanto accade contando sugli stessi poteri di cui si avvale la magistratura» ha spiegato la senatrice annunciando che l’attività dovrebbe partire davvero a stretto giro, come conferma la lettera inviata ieri alla Prefettura di Massa-Carrara. «Dopo le segnalazioni fatte durante i lavori in commissione ho avuto dalla presidenza la disponibilità a iniziare l’inchiesta già dal mese di gennaio» ha rivelato Sara Paglini che ha sollecitato gli attivisti del territorio a preparare un elenco dei soggetti interessati a questi lavori, dal sindacato alle associazioni di categoria. Ma non è tutto. L’attività di indagine non servirà esclusivamente a fare chiarezza sugli episodi presi in esame dalla commissione: «Alla fine metteremo a punto delle proposte mirate a migliorare la normativa e dunque a rendere più sicure le cave» ha dichiarato la senatrice del Movimento5 Stelle, certa che «l'unico modo per prevenire suddetti incidenti è implementare forme di prevenzione e misure di sicurezza costanti » anche attraverso l’attività legislativa.
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