Sicurezza
Il caso Belsito porta a Carrara
Sequestrate quote di una società con sede in piazza 2 Giugno
CARRARA. Porta in piazza 2 Giugno, in un ufficio di una società che gestisce locali notturni, l’inchiesta della Guardi di Finanza di Genova sull’attività dell’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito.
Le Fiamme Gialle hanno infatto sequestrato il 75% delle quote di due società riconducibili a Belsito; si tratta della Balilla - che gestisce un bar a Genova - e la Movida srl che gestisce alcuni locali notturni e che ha sede appunto a Carrara nella piazza del municipio.
Il sequestro è stato effettuato in esecuzione di un provvedimento disposto in via preventiva nell'ambito del procedimento penale innescato da una denuncia dell'Agenzia delle Entrate che sostiene avvenuta un'evasione fiscale di 2,4 milioni di euro su 7,7 milioni della Lega Nord di cui si sarebbe appropriato in via fraudolenta lo stesso Belsito. La vicenda che ha portato al decreto di sequestro preventivo per equivalente (e cioè un sequestro di beni di un valore pari alla somma reclamata alla giustizia) disposto in base a una decisione del tribunale del Riesame cui era ricorsa la procura di Genova dopo un primo rigetto del giudice, riguarda le somme di denaro che l'ex tesoriere della Lega avrebbe sottratto alle casse del Partito, contabilizzate in circa 7 milioni.
Questo, secondo la denuncia dell'Agenzia delle Entrate, avrebbe portato un sostanziale incremento del patrimonio di Belsito che, secondo la segnalazione che ha dato poi avvio al procedimento penale doveva essere sottoposto a tassazione.
Quindi all'introito fraudolento corrisponderebbe un'evasione fiscale di circa 2,451 milioni di euro. E per una somma simile i beni liquidi o immobili di Belsito sono stati sequestrati in via preventiva. La Guardia di Finanza ha dunque eseguito a Genova un provvedimento dell'autorità giudiziaria per il sequestro preventivo di oltre 2,4 milioni di euro in disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili intestati o, comunque, nella disponibilità di Francesco Belsito.Il reato contestato è di dichiarazione fiscale infedele.
Le indagini hanno permesso di individuare anche beni immobili e società, solo formalmente intestati a terzi ma effettivamente nella disponibilità del Belsito.
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