Toscana
Oggi peggio di 20 anni fa: l’80% delle aziende in crisi
Secondo il sondaggio di Confartigianato condotto sull’economia apuana sette piccole imprese su dieci lamentano rapporti problematici con le banche
MASSA CARRARA. Un sondaggio per capire quanto sono cambiare le aziende di Confartigianato Massa Carrara dal 1995 ad oggi. Risultato: si stava meglio venti anni fa. Sono 183 le aziende associate a Confartigianato Imprese di Massa Carrara che l’associazione imprenditoriale ha intervistato nel periodo compreso tra il 18 novembre e il 20 Dicembre scorsi per un inchiesta che , con un risultato che non lascia spazio a interpretazioni: oggi si fa molta più fatica, tutto è più complicato, burocratizzato e non sempre il gioco ne vale la candela.
Ezio Bertazzoni, presidente della Confartigianato provinciale, motiva le ragioni dell’indagine: «Abbiamo voluto realizzare questo sondaggio intervistando le imprese che sono associate dal 1995, proprio per evidenziare comparativamente le situazioni di allora rispetto al 2015, per riscontrare l’evoluzione oppure l’involuzione su determinati fattori gestionali delle aziende». Sono passati 20 anni e oggi, secondo il sondaggio di Confartigianato il 24% delle aziende non registra più nessun dipendente, il 60% ha un massimo di 15 dipendenti e solo il 16% ha oltre 15 dipendenti.
Tra gli associati, il 41% rimane legato al settore manifatturiero, il 25% ai servizi, il 27% all’edilizia, il 7% ai trasporti. La crisi finanziaria si fa sentire su investimenti e accantonamenti per il 58% delle imprese, mentre il riscontro negativo su ordini e fatturato è molto ampio e diffuso: ben l’80% delle aziende intervistate ha risposto di avere problemi in materia. Anche l’aumento delle difficoltà di riscossione si è molto acuito, ben il 73% delle imprese incontra problemi a riscuotere i crediti da clienti privati. L’85% di questi problemi è legato all’allungamento dei tempi di pagamento oltre le date pattuite; il 54% per altre insolvenze, mentre il 6% ha riscontrato addirittura problemi dovuti alla diminuzione dei suoi clienti privati.
Per quanto riguarda le relazioni con gli istituti di credito, e il 78% del campione – una larga maggioranza, dunque – ha notato che, rispetto al 1995, i rapporti sono molti cambiati, la fiducia, da entrambi le parti è minore e c’è diffidenza. Per 22% degli intervistati, invece, i rapporti con la propria banca sono rimasti invariati per tutto questo tempo. Per il 69% si registra un peggioramento delle condizioni, per il 72% c’è difficoltà di accesso al credito, per il 31% i tempi di risposta delle banche nel risolvere i problemi delle piccole e medie imprese sono troppo elevati. Un discorso a parte, la Confartigianato lo affronta per le imprese edili, che risultano sempre di più l’anello debole della catena economica, ormai da diversi anni. Il dato più rilevante è che si arriva al 45% di aziende che denunciano un peggioramento nei rapporti con le banche, in particolare nei tempi di risposta e nelle richieste di rientro. La difficoltà nella riscossione dei crediti è l’altro principale fattore negativo che porta l’edilizia in testa alla graduatoria di settore con un 82% di imprese che denunciano il peggioramento dei tempi di incasso rispetto alla media generale del 73%. Insomma: il comparto è completamente fermo. E se si chiede a queste imprese quali siano i fattori che impediscono in qualche modo di rimanere sul mercato, il 39% risponde la burocrazia.
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