Il Tirreno

Dai paesi si alza il no alla “differenziata”

Dai paesi si alza il no alla “differenziata”

I residenti di Ceserano, Colla, Gragnola, S. Terenzo e Soliera: così si rischiano discariche abusive

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FIVIZZANO. È dalla frazione fivizzanese di Ceserano che parte la rivolta contro le nuove modalità di raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” che sta interessando un po’ tutta la LUnigiana.

Infatti, un gruppo di cittadini si starebbe organizzando per promuovere una raccolta di firme da presentare all'Unione di Comuni Montana della Lunigiana per manifestare un “no” netto al nuovo sistema e per chiedere radicali miglioramenti alle novità prospettate. Un gruppo di cittadini residenti non soltanto a Ceserano, ma anche nelle frazioni di San Terenzo Monti, di Colla, di Gragnola, di Soliera e di altri borghi lunigianesi, paesi i cui abitanti si considerano penalizzati dalla nuova metodologia seguita dalla cooperativa friulana IdealService, che si è aggiudicata l'appalto per gestire il servizio di raccolta differenziata per conto dell'Unione di Comuni Montana della Lunigiana.

Non è tanto sul bidoncino rosso del rifiuto indifferenziato, quello con il chip tanto per intendersi, il quale dovrebbe scoraggiare a produrre troppi rifiuti non riciclabili, che si concentrano le perplessità della gente, ma su altri aspetti delle modalità di raccolta e conferimento della spazzatura domestica. Innanzitutto, i cittadini rilevano che chi vive nelle località più minuscole attorno ai paesi sarà costretto a portarsi dietro i rifiuti da casa per conferirli in apposite isole ecologiche, quindi snaturando il concetto stesso di “porta a porta”, come accadrebbe a Colla di Fivizzano. Forti perplessità, poi, sul bidoncino per la raccolta dell'umido, che è traforato e non chiuso come quello che sta per non essere più usato, e che potrebbe quindi essere causa di cattivi odori e preda di animali come i gatti. Inoltre, i sacchetti per la raccolta della plastica vengono giudicati troppo piccoli e vengono ritenuti pochi i giorni di raccolta per carta, plastica e vetro.

Ma la critica più forte dei cittadini è sulla mancanza di confronto con la popolazione, confronto che avrebbe dovuto precedere l'avvio del nuovo servizio: invece, si è fatto calare dall'alto, almeno secondo chi protesta, un servizio che doveva essere discusso prima. «Il rischio ora è che boschi e canali si riempiano di rifiuti e sacchetti», afferma uno dei cittadini, evidentemente facendo riferimento al fatto che qualche incivile possa decidere di liberarsi così del rifiuto indifferenziato.

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