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pro loco e lascito crudeli

Avenza ora reclama la sua casa per anziani

AVENZA. La ProLoco di Avenza rispolvera il lascito Crudeli e reclama la realizzazione nella frazione di una casa per anziani. Un progetto vecchio di quasi 40 anni ma che in tempi di riforma sanitaria...

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AVENZA. La ProLoco di Avenza rispolvera il lascito Crudeli e reclama la realizzazione nella frazione di una casa per anziani. Un progetto vecchio di quasi 40 anni ma che in tempi di riforma sanitaria e ospedali unici, sembra quanto mai attuale. Originariamente avrebbe dovuto sorgere nei terreni tra via Murlungo e via Provinciale, poi per una serie di vicissitudini si era pensato a via Covetta ma alla fine non solo il progetto è rimasto in un cassetto ma anche le risorse che avrebbero dovuto finanziarlo sono diventate “indisponibili”.

Quella del “lascito Crudeli” è sicuramente una storia d’altri tempi ma la ProLoco di Avenza ha deciso di rispolverarla per reclamare a gran voce la costruzione nel territorio della frazione di una casa di accoglienza per anziani.

Ma andiamo per ordine. Tutto inizia nel 1978, alla morte del professor Alfonso Crudeli, facoltoso insegnante di storia e filosofia: prima di passare a miglior vita, l’erudito avenzino lascia un testamento che prevede, tra le altre cose, un lascito ai suoi concittadini per la costruzione di una “casa di accoglienza per anziani”.

Il professore mette a disposizione i suoi terreni tra via Murlungo e via Provinciale e incarica l’amministrazione dell’Ospedale di eseguire i dettami testamentari: il tempo però passa, l’amministrazione dell’Ospedale perde personalità giuridica e il Comune di Carrara, subentra come garante. Anche Avenza, nel frattempo è cambiata e così il municipio decide di modificare il sito e per la realizzazione della casa per anziani punta su un terreno in via Covetta.

L’amministrazione dell’allora sindaco Alberto Pincione fa perfino redigere un progetto, finanziato guarda caso attraverso la vendita della palazzina tra via Giovan Pietro e via Toniolo (secondo le cronache dell’epoca l’immobile fu ceduto per 400 milioni di lire) che era entrata nel patrimonio comunale proprio grazie al “lascito Crudeli”. Ma non è il solo caso in cui la generosità del professore si è rivelata utile ai progetti del municipio: i terreni di Forma Alta e via Provinciale donati da Alfonso Crudeli vengono infatti utilizzati per i programmi di edilizia popolare e convenzionata. Di lì a poco, dopo l’ennesima riforma, l’Asl eredita di nuovo gli immobili del lascito e il residuo di circa duecento milioni di lire ricavato dalla vendita della palazzina di via Giovan Pietro e non utilizzato per il progetto della casa di riposo di cui, però ancora, non si scorge alcuna traccia. Successivamente i terreni di via Murlungo - che secondo le volontà del professore avrebbero dovuto accogliere la struttura per gli anziani - vengono messi in vendita e, arrivati quasi ai giorni nostri, il lascito finisce nel dimenticatoio.

A rispolverare le volontà di Alfonso Crudeli ci ha pensato la ProLoco di Avenza: «La nostra frazione ha perso due scuole ed un compendio immobiliare da circa un milione di euro senza avere nulla in cambio» dicono dall’associazione citando la scuola media Leonardo da Vinci e la ex Gill. E dopo aver ricostruito tutte le “violazioni” del lascito, a partire dallo spirito stesso del testamento di Crudeli quello cioè di mettere i suoi beni a disposizione della comunità, la ProLoco “rilancia”: «Chiediamo che venga realizzata la casa per anziani».

Dove? Beh a questo punto, lasciano intendere dall’associazione, la scelta del sito è secondaria a patto che ovviamente si tratti di Avenza: «Riprendiamo il progetto comunale su via Covetta, o utilizziamo la ex Gil» dicono dalla ProLoco ricordando che nonostante tutti gli sprechi e ritardi che hanno segnato questa vicenda non è ancora troppo tardi per ottemperare alle volontà del professor. Anche perché, in tempi di riforma sanitaria e ospedali unici, con una sete sempre crescente di “servizi territoriali” le volontà espresse quasi 40 anni fa da questo generoso avenzino sembrano oggi quanto mai lungimiranti.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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