Sicurezza
Gettò la madre giù dal terrazzo: pena dimezzata
Joselito Marchini era stato condannato a quattordici anni Per la Corte di Appello dovrà scontare 6 anni e 4 mesi
CARRARA. Uccise la madre: pena più che dimezzata in Corte di Assise di Appello.Nel luglio del 2012 volò insieme alla madre di 81 anni giù dal balcone di casa, in una palazzina di viale Zaccagna a Marina. La donna, Armandina Giannarelli, con il fisico già minato dall’età e dall’ Alzeheimer, morì sul colpo.
Il figlio allora 50enne, Ioselito Marchini, dopo il ricovero in ospedale per le ferite riportate a seguito della caduta, è finito a processo, ed è stato condannato - con il rito abbreviato - a 14 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato della mamma.Ieri la Corte di Assise di Appello di Genova ha più che dimezzato la condanna nei confronti di Joselito Marchini: da 14 anni a sei anni e quattro mesi.L’avvocato difensore, Stefano Rossi, aveva chiesto in prima istanza l’assoluzione, puntando sull’infermità mentale del suo assistito, e in seconda battuta una condanna più lieve, facendo prevalere le attenuanti generiche.
La vicenda risale al luglio del 2012. Una tragedia familiare, madre e figlio volarono dal terrazzo di casa, in un complesso di condomini, la residenza Milena, a Marina, nei pressi dell'area retroportuale. L’anziana, Armandina Giannarelli, morì sul colpo, riversa nel cortile. Dopo un volo di cinque metri. Insieme a lei si era lanciato anche il figlio Ioselito Marchini, 50 anni che riportò gravi ferite. Secondo l’accusa era stato proprio lui a gettare dal terrazzo la madre e poi a tentare il suicidio. Un gesto estremo motivato forse dalla preoccupazione per l’aggravarsi delle condizioni di salute della madre, malata di Alzheimer, che accudiva da anni.
Joselito Marchini finì a processo. Con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Un processo caratterizzato da una guerra di perizie: per avvalorare la tesi difensiva e l’innocenza proclamato dal figlio della 81enne deceduta, è stata depositata anche una relazione tecnica, affidata ad un consulente di parte che, sulla base della ricostruzione dei fatti e in particolare dalla disposizione dei corpi sul cortile, avrebbe dimostrato che l’anziana non si fosse gettata dal terrazzo.Tesi rigettata dall’avvocato delle parti civili, Alessio Menconi, che, proprio partendo da come erano stati rinvenuti i corpi di madre e figlio dopo il tragico volo dal balcone, contestò la possibilità di un gesto volontario da parte della madre. Sia per le condizioni fisiche che per le forze della donna. E, sempre nell’ambito della vicenda processuale, si costituirono parti civili, nei confronti del fratello finito sotto accusa, e condannato in primo grado a 14 anni di reclusione, le sue due sorelle. Il giudice Ermanno De Mattia aveva accolto le richieste di risarcimento delle due sorelle di Ioselito Marchini, Stefania e Manuela: ed era stata quindi stabilita, insieme alla sentenza, una provvisionale di 30mila euro ciascuna. Adesso, a tre anni dalla sentenza arriva il provvedimento della Corte di Assise di Appello.
(a.v.)
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