Il Tirreno

Massa, gli architetti bocciano il palazzetto dello sport

Melania Carnevali
Massa, gli architetti bocciano il palazzetto dello sport

L’associazione Gams punta il dito contro l’amministrazione comunale massese: «È mancato un concorso di idee che avrebbe portato al progetto migliore»

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MASSA. Il palazzetto dello sport è stato progettato senza un «organico studio urbanistico» e «soprattutto senza un concorso di progettazione o di idee», che invece sarebbe stato, quest’ultimo, uno «strumento importante per accogliere idee, per studiare il territorio e garantire qualità architettonica e orginalità delle proposte». È l’accusa che l’associazione Gams (Giovani architetti Massa Carrara) rivolge all’amministrazione comunale la quale ha approvato poco prima di Natale il progetto preliminare per il nuovo palazzetto dello sport: una struttura “green” con impianto fotovoltaico per la produzione di energia rinnovabile, coibentazioni e uso di materiali a risparmio energetico.

Una struttura importante, secondo i giovani architetti; «il palazzetto dello sport - dicono - non è semplicemente un’attrezzatura sportiva, è un’opportunità di rigenerazione, non è solo un’area ai margini di una cittadella dello sport, è un ambito di recupero». Per questo, secondo l’associazione, era necessaria una fase di confronto, di coinvolgimento delle varie parti, in parole povere: un concorso di progettazione, ossia una procedura che ha l’obiettivo di fornire alla stazione appaltante (che in questo caso sarebbe l’amministrazione comunale), un piano o un progetto, selezionato da una commissione giudicatrice in base a una gara, con o senza assegnazioni di premi. Un modo, insomma, per riuscire a ottenere il progetto migliore. Non è un caso infatti che il ddl Zanda sulla qualità architettonica concorsi di progettazione obbligatori per tutti interventi che in qualche modo trasformino il territorio. Proprio come, secondo i giovani architetti del Gams, il palazzetto dello sport.

L’impianto, infatti, non verrà semplicemente ristrutturato, ma demolito e costruito ex novo. Ed è qui che doveva partire, dice l’associazione, il concorso. Non è avvenuto. Niente di illegale, solo un’occasione persa. «Ancora una volta un intervento pubblico, con potenzialità rigenerative - dicono dal Gams - in una posizione strategica per la città, viene ideato senza un palinsesto, senza un organico studio urbanistico e soprattutto senza un concorso di progettazione o di idee». Non si tratta, continuano, «solo di disegnare un contenitore, ma di progettare un edificio inserito all’interno contesto più ampio da ripensare in maniera organica per generare un processo di rinnovamento socio culturale a scala urbana e di quartiere».

I giovani architetti, per chiudere, chiedono al Comune di Massa di ricorrere allo strumento dei concorsi di idee e dei concorsi di progettazione per gli interventi pubblici sulla città.

 

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