Sicurezza
«Crisi irreversibile», ma i soldi non arrivano
L’appello di sindacati, sindaci e imprenditori a Ministero e Regione: situazione drammatica, sbloccate i finanziamenti
CARRARA. Quasi 15mila disoccupati, per una percentuale del 16,36%, 4 punti in più rispetto al 2013, 10 in più rispetto alla media toscana (10,1%) e quasi 4% rispetto a quella nazionale (12,7%). Sono questi i numeri del lavoro nella provincia apuana, o sarebbe meglio dire del “non lavoro”, dal momento che i numeri degli occupati invece continua a calare ogni anno: al 31 dicembre del 2014, gli occupati erano infatti 74.741, in calo di 3.109 unità rispetto al 2013.
Una emorraggia economica fotografata dagli ultimi dati Istat, che parlano di una situazione «al limite della irreversibilità», come è stata definita durante il tavolo istituzionale che si è riunito ieri mattina a palazzo Ducale e dove a snocciolare dati e a “lamentarsi” di quanto vada male sotto le Apuane, non c’erano solo i sindacati, ma anche la politica e l’imprenditoria apuana. C’erano i sindaci di Massa e Carrara, Alessandro Volpi e Angelo Zubbani, il presidente dell’unione dei Comuni della Lunigiana, Riccardo Ballerini, il presidente della Provincia, Narciso Buffoni, gli onorevoli Andrea Rigoni e Martina Nardi, il consigliere regionale, Giacomo Bugliani, il presidente della Camera di commercio di Massa-Carrara, Dino Sodini, il presidente dell'Autorità Portuale, Francesco Messineo, e il presidente del Consorzio Zona Industriale Apuana, Cesare Ugolotti.
Proprio loro, insieme alle organizzazioni sindacali, hanno firmato un appello indirizzato al presidente del consiglio, al ministro allo Sviluppo economico e al presidente della Regione Toscana per chiedere di considerare questa provincia un’area di crisi complessa e sbloccare finalmente i finanziamenti che le permetterebbero di ripartire.
E già, perché nonostante se ne parli dal 2008 e nonostante nel 2014 - periodo di elezioni regionali - i soldi sembravano dietro alle porte pronti a finanziare una serie di progetti di rilancio pensati da organizzazione sindacali e istituzioni locali, nonostante questo dicevamo, qui non è mai arrivato un euro. «Sembra che sia Regione sia Governo - spiega il segretario provinciale della Cisl, Andrea Figaia - abbiano preferito Piombino, mentre Massa Carrara, nonostante la grave crisi che sta vivendo, non viene minimamente considerata. Quegli stessi interventi proposti nel 2014 rischiano di essere tardivi. Noi come sindacati - continua - facciamo fede al documento sottoscritto il 4 dicembre, dopo il nostro attivo».
E allora ieri politici, sindacati, imprenditori si sono incontrati, di nuovo, a palazzo rosso, e hanno firmato l’appello.
«Non chiediamo nulla di più di ciò che in altre aree dello stato e della Toscana - si legge - è stato riconosciuto, e, quindi, la celere realizzazione degli interventi previsti nella bozza di accordo di programma/protocollo d'intesa, per i quali è previsto anche il contributo finanziario locale».
Non solo i “guerriglieri” sindacati quindi, ma anche i sindaci stessi hanno gridato ieri la «drammaticità» dei dati economici relativi al territorio, i quali, se «non considerati nel loro reale impatto - si legge ancora - e ricondotti, in breve tempo, a livelli fisiologici, comporteranno un'inarrestabile ed irreversibile degenerazione del tessuto sociale, con conseguenze facilmente immaginabili».
«Ieri hanno partecipato al tavolo tutti gli attori - commenta il presidente della Provincia, Narciso Buffoni - ed è importante che si sia arrivati a un accordo unitario: i sindacati hanno sottoscritto le stesse richieste istituzionali che arriveranno al prossimo tavolo regionale mercoledì prossimo».
La prossima tappa infatti di questa lunga storia sarà il 13 gennaio, con l’incontro a Firenze. Sul piatto una richiesta unica: quella di sbloccare i finanziamenti per permettere alla provincia di portare avanti quegli investimenti previsti nella bozza di accordo di programma.
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