Sicurezza
Aulla, le mamme scoraggiate: quando una scuola vera?
Cantieri al rallentatore, nessuna data certa di fine lavori, i genitori protestano. Ma la preside Speranza è ottimista: il prossimo anno la consegna delle aule
AULLA. Stati d'animo diversi alla ripresa dell'attività scolastica dopo la lunga pausa natalizia, presso il complesso nella ex stazione ferroviaria, sede prescelta per formare il nuovo polo dell'istruzione aullese.
Da una parte c'è la presidenza che sinceramente dichiara la speranza di vedere al più presto operativo il nuovo edificio (in mattoni e cemento) che ospiterà una prima consistente tranche della popolazione scolastica locale (e non solo), attualmente ancora costretta a svolgere le attività didattiche in quelle che comunemente vengono definite aule-container, anche se il termine esatto corrisponde a moduli-prefabbricati.
Dall'altro versante della barricata, invece, molti genitori che manifestano apertamente il senso di rassegnazione peraltro già evidenziato a metà dello scorso settembre, vale a dire alla riapertura delle scuole dopo le vacanze estive. Poco pare incidere, infatti, l'avanzamento dei lavori dopo il lungo stop imposto dall'iter burocratico, ossia quando, per svariate cause, l'attività cantieristica venne prima fermata a causa del ritrovamento nel terreno di materiali tossici e quindi in necessità di rimozione, e successivamente per la "scoperta" di corsi d'acqua che, scendendo dalla collina sovrastante il vecchio scalo ferroviario, confluiscono nel Magra, di fatto attraversando l'area in questione. Modi di vedere che proprio non collimano, dunque, tornando all'inizio del discorso.
La mattina dello scorso 7 gennaio, data di ritorno sui banchi di scuola dopo la parentesi festiva, parecchi genitori si sono dimostrati scettici nell'indicare quando i loro figli torneranno nelle aule in muratura (molti, però, non ci sono mai stati, dato che dal gennaio 2012, quindi ormai quattro anni fa, è stato deciso tramite referendum popolare di trasferire l'attività didattica nei famosi container attrezzati). All'uscita pomeridiana delle lezioni, alcune mamme, interpellate a proposito, hanno solo mestamente affermato di essere stanche di tale situazione e di non avere più la forza di incoraggiare i rispettivi figli quando chiedono "finirà mai tutto ciò?", riferendosi alle lezioni svolte nelle aule prefabbricate. «Nella calza della Befana - dice una giovane madre - speravamo di trovare qualche novità, magari di conoscere una data. Invece tutto è come prima, o quasi e perciò mia figlia, ora in quinta elementare, rischia di finire anche le medie in aule container, visto che il lotto dei lavori in corso riguarda solo le primarie». Infatti il cantiere allestito a margine del villaggio scolastico nei moduli è indirizzato soltanto alla costruzione di aule per asilo ed elementari, in sostituzione di quelle spazzate via o danneggiate dall'alluvione del 25 ottobre 2011.
Di diverso avviso, la preside (meglio dire dirigente scolastica, secondo i recenti dettami del Ministero dell'Istruzione), Paola Bruna Speranza, la quale, forse in ottemperanza al proprio cognome, crede che nel prossimo settembre, perciò a inizio della stagione 2016-17, le aule per asilo, nido ed elementari, saranno finalmente disponibili: «Anche durante le vacanze natalizie sono andata a dare un'occhiata ai cantieri - dice - vedendo quindi il procedere dei lavori. Abbiamo circa 200 bambini delle primarie e una ottantina della scuola dell'infanzia, in attesa di sistemazione. Al momento la situazione è quella con tutti i disagi immaginabili: palestra a Pallerone, aula per collegi, consigli d'istituto, recite e saggi, solo nella sala consiliare del Comune, pochissimi spazi di aggregazione e sale mensa multiuso. Comunque ci arrangiamo, ma spero proprio che tutto ciò finisca presto e i bambini tornino alla normalità». Già, la attività normale, diritto primario di una generazione ancora alle prese con una alluvione che ha cambiato lo stile di vita condotto per decenni dagli studenti aullesi, vittime innocenti di situazioni createsi quando molti di loro non erano ancora venuti al mondo.
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