Il Tirreno

La “Tavernetta” va controcorrente e vuole ampliarsi

La “Tavernetta” va controcorrente e vuole ampliarsi

Lo storico ristorante di piazza Alberica cerca nuovi spazi Lo chef Franco Garbati: in estate devo mandare via i clienti

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CARRARA. Lui è pronto a investire, a spendere e a rischiare, perché crede nel centro storico di Carrara dove, soprattutto durante la bella stagione, gli affari non vanno affatto male. E mentre la lista delle attività che chiudono i battenti e lasciano la città purtroppo continua ad allungarsi, anche chi è animato dalle migliori intenzioni e vuole partecipare al rilancio di Carrara si trova a dover fronteggiare ostacoli spesso incomprensibili.

E’ il caso di Franco Garbati de “La Tavernetta” di Piazza Alberica. Lui lavora ai fornelli da 43 anni: nel 1989 ha aperto un ristorante suo, in via Ghibellina e da allora non ha mai lasciato Carrara, e si è semplicemente spostato di qualche centinaio di metri, in piazza Alberica, per disporre di un locale più ampio. A gustare le sue prelibatezze di pesce sono venuti tanti big dello spettacolo e dell’arte, molti dei quali sono “immortalati” nelle foto che campeggiano all’interno del suo ristorante: Simona Marchini, Alessandro Haber e Gianfranco D’Angelo sono passati a rifocillarsi alla Tavernetta, dopo essersi esibiti sui palchi dei teatri (il Politeama e gli Animosi) che qualche anno fa facevano da epicentro alla vita culturale della città ma Garbati ha ospitato anche Etsur Sotoo, lo scultore giapponese che sta realizzando la facciata della Natività della Sagrada Familia.

Il ristorante è molto apprezzato e soprattutto nella bella stagione molti avventori chiedono di pranzare all’aperto. Così quella ventina di posti di cui dispone “La Tavernetta” spesso non è sufficiente: «Vorrei aumentare il numero dei coperti all’esterno, migliorando al tempo stesso la struttura che ospita i tavoli…ma non è così facile» spiega Garbati. Il problema è che lo spazio a disposizione del ristorante è stretto, da un lato, da via Ghibellina e dall’altro da un’altra attività. L’unico modo per allargarsi, per lo chef, è quello di prolungare i tavoli verso il centro della piazza.

«Ma non si può andare oltre i 4-5 metri perché si deve lasciare lo spazio di accesso alle auto» racconta Garbati. Il ristoratore, del resto, si accontenterebbe anche di quella superficie in più, ma ci sono altre difficoltà.

«Il paradosso poi è che nei giorni di ConVivere sono costretto a spostare i tavoli e ridurre il numero dei coperti perché proprio qui davanti viene installato il palco per i concerti» aggiunge il ristoratore. Inutile sottolineare quanto questo “contingentamento provvisorio” sia dannoso per il bilancio del “La Tavernetta”: nei giorni di ConVivere, e durante quelli di Marble Weeks, si registra la massima affluenza di visitatori da fuori città e i ristoranti fanno affari d’oro. Difficile accettare l’idea di ridurre i posti proprio nel periodo più redditizio dell’anno, quello che in teoria dovrebbe compensare lo stallo dei mesi invernali: «Di questi tempi la città è morta» conferma Garbati ammettendo che lui, per le feste natalizie, è rimasto praticamente sempre chiuso.

«Servirebbero più negozi, bisognerebbe potenziare l’offerta: le gallerie e i laboratori ci sono, ma senza un tessuto commerciale vivace, da soli, non sono sufficienti a richiamare gente» osserva. Lui che lavora in città da 37 anni ha una sua spiegazione: «La città si è spopolata. Negli anni ’60 eravamo 28 mila ora gli abitanti si sono ridotti a 6 mila. E poi è anche una questione di investimenti: fino al 2000 ci sono state ristrutturazioni e opere sul centro città. Poi tutto si è fermato» osserva il ristoratore che punta il dito anche contro la collocazione dei parcheggi, «perché San Martino – dice – è troppo periferico e il piano della sosta dannoso».

«Le tariffe a Carrara sono troppo alte e poi, è l’unico posto del territorio comunale dove si paga: sul litorale la sosta è gratuita» polemizza, in perfetta sintonia con le richieste dei suoi colleghi commercianti che proprio dalle pagine del nostro giornale hanno lanciato un appello affinchè l’amministrazione riveda il piano della sosta per il centro città.

 

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