Il Tirreno

Hashish al casello, corrieri dal giudice

Hashish al casello, corrieri dal giudice

Uno si è visto convalidare l’arresto, l’altro invece ha chiesto il rito abbreviato

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MASSA. È stato convalidato l’arresto del marocchino fermato dalla polizia stradale sulla A12 mentre a bordo di un’utilitaria viaggiava verso sud con un carico di 40 chilogrammi di hashish. Dress Satia si è avvalso della facoltà di non rispondere. Mentre il nordafricano teneva la bocca chiusa, sempre nel tribunale di Massa si stava svolgendo un processo che vedeva alla sbarra un altro corriere della droga, bloccato al casello con il suo Tir. Nell’autoarticolato aveva nascosto 150 chilogrammi di hashish, droga che doveva vendere a uno slavo che è stato individuato in un secondo tgempo. La coppia, insieme a due marocchini, hanno chiesto dei riti alternativi e il gup Antonia Aracri si è presa tempo fino a marzo per stabilire le condanne. Nel frattempo il magistrato ha affidato l’incarico a un ingegnere per una perizia fonica su un’intercettazione tra il camionista e uno dei nordafricani arrestati in seguito alle indagini della polizia. Uno degli imputati, il cittadino di origine slava, intanto ha dichiarato di non c’entrare nulla con questa vicenda. È stato trovato nell’auto di uno dei marocchini che stavano aspettando il carico. Come ha testimoniato l’uomo che era al volante. Quindi potrebbe anche essere prosciolto.

IL tir pieno di hashish era stato intercettato dalla polizia al casello di Massa ad agosto. A bordo erano stati trovati ben 158,2 chilogrammi di “fumo”, nascosti in mezzo a altra merce. Hashish purissimo, probabilmente proveniente dal mercato marocchino o spagnolo. Una volta tagliato, diviso in dosi e rivenduto, avrebbe fruttato agli spacciatori un guadagno da oltre due milioni di euro. Gli agenti avevano arrestato subito il corriere, un cittadino spagnolo. Ma dopo alcune indagini le manette erano scattate anche per altre due persone: un cittadino marocchino residente da molti anni in Italia, e un italiano figlio di genitori provenienti dall’est Europea. Infine era stato individuato anche il quarto uomo. Per tutti l’accusa era di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e per uno di loro è scattata anche l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Alla vista delle divise aveva cercato di scappare: una fuga durata però ben poco perché gli agenti erano riusciti a fermarlo subito.

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