Il Tirreno

Costa: «L’impianto non ha prodotto cattivi odori»

Gli albianesi intanto andranno in pullman a Chiavari «I rifiuti che da là arrivano devono essere già differenziati»

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AULLA. Dopo essersi nuovamente incontrati giovedì sera presso la sede locale della Croce Rossa ad Albiano Magra, hanno deciso di andare a manifestare a Chiavari gli albianesi anti Costa.

Ma cosa c'entra con la loro battaglia la cittadina della riviera ligure? A spiegarlo è uno dei leader della protesta, Roberto Cipriani, il quale fa riferimento al fatto che la ditta Costa non può importare rifiuti indifferenziati da lavorare da fuori della Regione Toscana: «Andremo là con un pullman e al sindaco di Chiavari chiederemo, innanzitutto, trasparenza. Infatti, vogliamo assoluta certezza che i rifiuti che provengono da Chiavari siano esclusivamente differenziati». Ma non c'è soltanto questo, poiché dall'incontro sono rimbalzate voci in base alle quali la Unieco Costruzioni starebbe per acquisire la quota di maggioranza della ditta Costa. Doveroso chiederne conferma a Mauro Costa, patron della ditta che porta il suo nome, il quale afferma di cadere dalle nuvole in merito: «Stiamo lavorando bene e senza debiti, con circa 50 lavoratori in organico, quindi si tratta di un'ipotesi infondata».

A Mauro Costa chiediamo anche della puzza lamentata dagli albianesi nella giornata di martedì scorso. L'imprenditore spezzino insorge letteralmente: «Si tratta di invenzioni, non c'era alcuna puzza e, comunque, non siamo l'unica azienda che opera ad Albiano Magra».

Una reazione che fa ben comprendere che il muro contro muro fra abitanti anti Costa e impresa è destinato a durare a lungo.

E come se non bastasse proprio ieri sul blog “Uniti per Albiano” è comparso un intervento in cui, con tanto di foto, si lamenta la presenza di alcuni fusti e di traversine ferroviarie in paese: «Speriamo si tratti solo dei soliti cattivi sospetti e voci di paese… Nei fusti – si può leggere sul blog – potrebbe esserci solo zucchero, ma le traversine di legno sono palesemente stoccate all’aperto. Non ci sono tettoie per ripararli dall’acqua piovana ed evitare la contaminazione del terreno. Non esistono guaine protettive. Idem per i fusti, probabilmente pericolosissimi, che, in casi di sversamenti accidentali, contaminerebbero anche questi le vicine falde, e che nel caso contenessero qualcosa di piu che l’ipotetico “zucchero”, allora sì, sarebbe un bel problema con i pozzi dell’acqua del paese».

E nel frattempo gli albianesi che si battono contro la ditta Costa stanno facendo il conto alla rovescia in vista di lunedì 11 gennaio, data in cui è prevista la conclusione della procedura di valutazione della conformità urbanistica del capannone A della ditta Costa, procedura avviata dal Comune di Aulla.

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