Il Tirreno

Cimiteri e forno crematorio l’ex gestore fa ricorso al Tar

Cimiteri e forno crematorio l’ex gestore fa ricorso al Tar

E i cittadini contestano il Comune: indecoroso sistemare la salme nei container L’amministrazione garantisce di accendere l’impianto la prossima settimana

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MASSA. L’ultimo addio a chi hai amato non può non essere doloroso. Ma se quell’addio sei costretto a darlo in un contesto inappropriato, beh il dolore aumenta. È accaduto così ad una famiglia che, nei giorni scorsi, non ha salutato il proprio caro nella sala del commiato: il funerale si era protratto, il cimitero di Mirteto stava per chiudere i battenti e la salma, in attesa della cremazione, è stata immediatamente sistemata in uno dei container frigo davanti al forno crematorio. Contesti, appunto. Per la famiglia è stata un’ amplificazione del dolore e lo sfogo della rabbia è stato inevitabile.

Ebbene sì, perché i cimiteri cittadini qualche problemino ce l’hanno: le celle frigorifere a Mirteto sono tre e, con un forno crematorio non ancora operativo, sono spesso occupate. Così la soluzione sono i container, gli stessi in cui vengono sistemati anche i resti mortali delle estumulazioni. Del resto l’alternativa non c’è perché, dall’estate scorsa, l’Asl ha vietato la permanenza delle salme in sala del commiato oltre la mezz’ora. Il Comune in quella sala i lavori li ha fatti: interventi sul filtro aria e sul condizionamento ma, dopo un sopralluogo, l’azienda sanitaria ha valutato che una permanenza delle salme oltre i 30 minuti determinerebbe condizioni di insalubrità per chi in quei luoghi lavora ogni giorno. E siccome le celle sono soltanto tre e la sala è inutilizzabile, i feretri vengono sistemati in container.

Del resto i tempi per le cremazioni sono lunghi e, nonostante gli interventi all’impianto siano ampiamente ultimati, l’accensione ancora non è partita. E a complicare il quadro c’è pure un ricorso: Palazzo civico, infatti, ha bandito la gara per assegnare la gestione del forno crematorio e di tutti i servizi cimiteriali (fatta eccezione per la custodia che rimane in carico a Master). La procedura di gara - la seconda, dopo una prima andata deserta - si è conclusa con l’assegnazione all’associazione di impresa Artco Servizi società cooperativa e Gem Matthews International srl. Il passaggio di consegne ufficiale era previsto per il 1° dicembre, ma a bloccarlo è arrivato il ricorso alla giustizia amministrativa del precedente gestore, la Saie.

«La società - sintetizza Gabriele Carioli, assessore con delega ai cimiteri - contesta alcuni aspetti tecnico-procedurali e in particolare il fatto che per alcuni servizi l’ati vincitrice abbia previsto l’ipotesi del subappalto».

In attesa del pronunciamento del Tar, previsto per marzo, la gestione dei cimiteri è ancora nella mani di Saie e sarà Saie - garantisce lo stesso assessore - ad occuparsi, a breve, del forno crematorio. L’amministrazione assicura, infatti, che l’impianto sarà acceso la prossima settimana: «In una prima fase - spiega l’assessore Carioli - saranno cremati i resti mortali, quindi le salme».

L’accensione dovrebbe ridurre i tempi di permanenza delle salme all’interno dei due container frigo sistemati all’esterno del forno.

Anche se Palazzo civico (vedi articolo accanto) sta pensando anche alla realizzazione di nuove celle. Per contribuire a creare un contesto che - se non allevi - almeno non incrementi il dolore di chi dopo il lutto vede sistemata la salma del proprio caro in un container.

Chiara Sillicani

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