Sicurezza
Riassunzioni e nuovi telai La Barsanti rialza la testa
La storica azienda di macchine per il taglio della pietra finita in concordato riprende quote di mercato e torna a crescere. Con il plauso dei sindacati
MASSA. Rialza la testa la Barsanti Macchine. La storica azienda di macchine per la lavorazione della pietra, che occupava quasi 100 persone trova nuovi mercati, riassume parte dei lavoratori in mobilità, si riposiziona sul sempre più difficile mercato internazionale dei macchinari per il taglio di marmi e graniti.
La fabbrica fondata da Fosco Barsanti era finita in concordato preventivo (in continuità) nel 2013, sommersa dai debiti (54 milioni la massa debitoria, contro 47 milioni di attivo); la produzione venne ridotta al minimo,i dipendenti finirono in buona parte in cassa integrazione e poi in mobilità. Ma l’azienda non era decotta. Grazie all’intervento finanziario dell’imprenditore tunisino Abderraouf Fgaier, diventato presidente della new co oltre che azionista di maggioranza; con la gestione di manager (e a loro volte soci) come Agostino Melani, Carlo Alberto Iardella (già dirigente Oto Melara) Roberta e Martina Barsanti (figlie di Fosco e continuatrici dlela tradizione), si è costituita la Italian Stones Machine Srl (Ism) che ha acquistato e rilanciato il marchio Barsanti. E con esso il grande know-how dell’azienda. Il piano industriale presentato dal nuovo management, inizialmente accolto con qualche resistenza, ma poi condiviso dai sindacati, è in piena fase di attuazione e oggi nel maxi capannone nella zona industriale lavorano 41 operai. Il piano prevede entro il 2017 il ritorno in produttività di altre 20 persone; altri lavoratori hanno trovato altri impieghi; per i circa 30 che resteranno fuori, si prospetta l’allungamento della mobilità e il pensionamento. L’azienda ha nel frattempo rinnovato la sua produzione – che un tempo era specializzata nelle macchine per il granito, materiale che sta conoscendo una grande crisi, il che ha avuto forti contraccolpi sulla Barsanti – ; ha lanciato sul mercato due nuove famiglie di telai per il taglio del marmo e ha ripreso l’attività del reparto macchine utensili.
Un processo di rinascita che le segreterie provinciali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e le rappresentanza di fabbrica valutano con favore. «In un momento di crisi economica ancora molto forte per tutto il comparto a livello nazionale, ed in particolare nella nostra zona – scrivono – il progetto Barsanti si sta consolidando, acquisendo sempre crescente credibilità, riservando per il 2016 prospettive di crescita significativa del marchio. Prospettive accompagnate dalla volontà espressa dalla proprietà di continuare gli investimenti volti a rinnovare il parco prodotti, percorso già in essere e che ha portato all'introduzione sul mercato di due nuove famiglie di telai da marmo, con la dichiarata intenzione di proseguire in questo percorso con lo stesso spirito di collaborazione avuto sinora con i lavoratori ed i sindacati».
Quello della Barsanti, insomma, si configura come un esempio – non frequente, purtroppo – di capacità di ripresa produttivo commerciale di intesa azienda-lavoratori che gli stessi sindacati accolgono in modo positivo, sottolineando anche «l'impegno profuso dalla maestranze in questi due anni» e auspicando che «il processo di ricollocazione occupazionale prosegua nel suo consolidamento, come previsto dall'accordo sindacale del 2013».
Claudio Figaia
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