Il Tirreno

«Me ne vado perché il Pd ora non esiste»

di Manuela D’Angelo
«Me ne vado perché il Pd ora non esiste»

Gildo Berti commenta le sue dimissioni da segretario del circolo dei Quercioli: «Il Ru non c’entra»

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MASSA. Forse non sarà la prima preoccupazione del Partito Democratico e di certo non è l’unico problema che il PD, a livello di organismi e segretarie, deve affrontare in questo periodo, in tutti i territori, da Carrara a Massa fino a Montignoso, però le dimissioni di Gildo Berti da segretario di circolo dei Quercioli, sono passate un po’ in sordina.

Nessuno le ha commentate, nessuno le ha confermate, né spiegate, non una parola dal segretario comunale del PD Adriano Tongiani che, incontrato informalmente per strada, si lascia scappare un «non diamoci troppa importanza» e, per finire, gli iscritti al circolo in questione ancora non hanno ricevuto ufficiale comunicazione, né sanno a chi dovranno fare riferimento nei prossimi mesi. Detto questo, Gildo Berti poco prima di Natale ha voluto tornare sull’argomento, precisando alcune circostanze, senza voler gettare benzina sul fuoco, ma con l’intenzione di fare chiarezza: «È stata una dolorosa decisione- dice- presa in merito a comportamenti di ambito regionale, di ordine politico, etico e morale, e in nessun modo riconducibili alle politiche locali». Berti lo specifica perché voci di corridoio davano per certo il suo abbandono a causa del regolamento urbanistico di Massa e più precisamente per via del “pasticcio” sui Quercioli e sugli Aru da stralciare, per i quali l’unica sezione che non ha organizzato assemblee pubbliche e incontri è stata proprio quella di Gildo Berti. Invece le motivazioni sono altre, anche se non ancora palesate: «Sono disponibile ad un confronto in tutte le sedi, non ho strappato la tessera, né mai avrei potuto farlo e nemmeno pensarlo, per formazione e sensibilità, sottolineando che il vuoto di democrazia, profondo e pericoloso, che vive l’Italia, dipende proprio dalla mancanza dei partiti così come sanciti dalla Costituzione. Confermo e ribadisco che il PD rimane l’unico vero partito, ma che al momento non c’è, né a livello locale, né nazionale e che va costruito, al pari delle altre indispensabili forze politiche di centro e di destra, nelle sue reali funzioni costituzionali di formazione e selezione delle classi dirigenti e per realizzare la partecipazione democratica dei cittadine alla vita delle Istituzioni». E ancora: «Non vi è dubbio- continua Berti- che la forza dei vincitori risiede prima di tutto sulla conclamata debolezza e insipienza degli oppositori».

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