Sicurezza
Disagio nei giovani un progetto di Asl e società della salute
AULLA. C’è un progressivo aumento della psicopatologia adolescenziale in Lunigiana, con 15 casi seguiti con successo negli ultimi 2 anni dall’Asl e dalla Società della Salute. Perché l’età più...
AULLA. C’è un progressivo aumento della psicopatologia adolescenziale in Lunigiana, con 15 casi seguiti con successo negli ultimi 2 anni dall’Asl e dalla Società della Salute. Perché l’età più critica della vita - spiegano gli esperti - è l’adolescenza, l’età formativa per eccellenza, in cui si può perdere più facilmente l’appiglio con la realtà. Non è un caso che le problematiche adolescenziali rappresentino, in misura sempre maggiore, un tema a cui le istituzioni prestano attenzione.
In linea con quanto la letteratura ci segnala, la psicopatologia adolescenziale è in progressivo aumento e questo anche nella realtà lunigianese, dove le manifestazioni cliniche possono afferire a disturbi di personalità, disturbi della condotta e antisociali, disturbi depressivi, disturbi bipolari e disturbi in cui il ritardo mentale lieve è associato a disturbo del comportamento e della condotta.
I quadri clinici in questione sono aggravati dalla spesso concomitante diffusione di sostanze di abuso (cannabinoidi e/o alcool), che hanno richiesto l’intervento del Dipartimento di giustizia minorile, con il quale i professionisti del territorio (medici, psicologi e assistenti sociali) lavorano in stretta sinergia. Proprio per questo, da tempo la Regione Toscana ha focalizzato il proprio interesse alla fascia d’età adolescenziale attraverso l’istituzione di vari servizi rivolti alla prevenzione e alla cura del disagio adolescenziale. Pertanto, nello spirito di costituire un gruppo di lavoro integrato da diverse figure professionali che si “prendono cura” dell’adolescente e della sua famiglia, è stato attuato dall’Asl e dalla SdS un protocollo di presa in carico congiunta delle forme di grave psicopatologia adolescenziale tra l’Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia e Adolescenza (Ufsmia), diretta dalla dottoressa Isabella Bernazzani, e l’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti (Ufsma), diretta dal dottor Alessandro Guidi. Il modello organizzativo tradizionale prevedeva, infatti, una rigida separazione di competenze, con un servizio che si occupava dei ragazzi fino ai 18 anni e l’altro dai 18 anni in poi. Di conseguenza, in linea con quanto indicato nel Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale anno 2012/2015, in Lunigiana l’Ufsmia e l’Ufsma hanno formalizzato un protocollo di presa in carico congiunta che prevede che gli adolescenti di età compresa tra i 16 ed i 18 anni, se affetti da una importante psicopatologia, siano presi in carico da una equipe integrata dei due servizi, dalla quale saranno seguiti fino all’età di 20 anni, garantendo così una unicità e continuità di interventi che permetta una riduzione della gravità della sintomatologia presentata. Grazie a questo progetto innovativo, negli ultimi due anni l’Ufsmia e l’Ufsma hanno potuto dare risposte concrete ed efficaci in Lunigiana a 15 casi di patologie psichiatriche insorte in adolescenti.(g.u.)
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