Il Tirreno

«Diritto alla salute messo in discussione»

Il comitato lunigianese accusa: «Il Pd sta rallentando la validazione delle firme sul referendum»

2 MINUTI DI LETTURA





FIVIZZANO. Duro sfogo da parte del Comitato in Difesa al Diritto della Salute dei cittadini lunigianesi a seguito di quello che è emerso durante l’ultimo consiglio regionale. “ Quello a cui abbiamo assistito come Comitati, Associazioni e Istituzioni- scrive Gabriele Mazzoni del Comitato- durante la manifestazione a Firenze è a dir poco vergognoso, la volontà era semplicemente quella di assistere allo svolgimento del Consiglio Regionale, ma lo schieramento di poliziotti in tenuta antisommossa ha impedito l’ingresso anche ai rappresentanti dei Comitati e delle Istituzioni muniti di regolare permesso. E’ stato chiaro a tutti quanti quale fosse il clima all’interno della Regione e quali fossero i propositi del Presidente Rossi e della Giunta e del presidente del consiglio regionale Eugenio Giani”. Qui Mazzoni ricorda che “sono state raccolte più di 50 mila firme di cittadini toscani, per indire un referendum che dice no ad una legge che non tutela il sacrosanto diritto alla salute dei cittadini delle aree disagiate, come la nostra, che consegnerà tutto il potere decisionale e di programmazione socio sanitaria in mano al Presidente della Regione Enrico Rossi e tre persone da lui nominate”. Secondo il Comitato in Difesa al Diritto alla Salute «si verificheranno ulteriori tagli di personale, medici, infermieri, operatori socio sanitari, e a farne le spese ancora una volta saranno i territori periferici montani ed insulari, che non avranno più voce in capitolo». E tornando sul referendum Mazzoni dice «il Partito Democratico Toscano sta cercando di aggirare in ogni modo, rallentando il lavoro degli uffici che si occupano della validazione delle firme, già depositate dal 4 Novembre scorso. La maggioranza dei consiglieri regionali del PD, compreso il neo eletto consigliere di Massa Carrara Giacomo Bugliani, votano contro anche all’emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle che chiedeva di inserire nella riforma sanitaria il mantenimento dei presidi ospedalieri di base per le aree Toscane disagiate, la tutela dell’emergenza-urgenza e il rispetto della golden hour (la stabilizzazione del paziente nel momento cruciale per la sua sopravvivenza». E così chiude « cercare di impedire ai cittadini di esprimersi dopo che essi hanno rispettato tutte le procedure per l’indizione di un referendum e raccolto le firme necessarie in poco tempo, è da considerarsi un furto, stiamo vivendo un periodo triste per la democrazia della nostra Regione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa