Sicurezza
«Marmettola nei fiumi, multe ai responsabili»
Dopo l’ultimo sversamento nel Frigido, interviene Articolo Primo: «Perché non si fanno sanzioni?»
MASSA. «Il lapideo rimane un settore strategico per il territorio, ma ciò non può assolutamente giustificare inquinamento e danni ambientali». L’associazione Articolo Primo interviene in merito allo sversamento di marmettola che ha colorato nei giorni scorsi il Frigido di bianco, per l’ennesima volta. E lo fa chiedendo, che vengano potenziati i controlli, elevate le sanzioni, «esigiamo - dicono - il rispetto dei protocolli di tutela ambientale. Lavoro e ambiente possono e devono convivere».
Articolo Primo aveva già promosso una specifica interpellanza in consiglio comunale, in cui il consigliere comunale, Simone Ortori, in sostanza chiedeva all’assessore di riferimento, Uilian Berti, se gli uffici avessero già attivato controlli, quanti e quali sanzioni fossero state elevate, se fossero state inoltrate azioni di controllo a altri enti, quali azioni l’amministrazione comunale avesse intenzione di mettere in campo per evitare altri casi di inquinamento
La risposta dell’assessore secondo l’associazione (risposta discussa in consiglio comunale il 17 dicembre), redatta assieme al dirigente Fabio Mercadante, «non risponde a un interrogativo di fondo - fanno sapere - come ribadito nella discussione dal consigliere Ortori: a seguito di questi continui sversamenti, non è accettabile che i controlli non producano mai delle sanzioni a carico dei concessionari di cava».
Ormai infatti l’inquinamento dei corsi d’acqua è un continuo dèjà vu: ogni pioggia i fiume si colorano di bianco, la marmettola scivola giù giù, dalle cave verso mare, depositandosi negli alvei o negli argini, creando cumuli di marmettola infinita.
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