Lutto
Carrara, tagli alle partecipate la Regione lascia l’Imm
Firenze detiene il 36,4 % del capitale, potrà cedere le quote o indire un bando Il presidente Felici: questa decisione non condizionerà i nostri programmi
CARRARA. Partecipate: l’amministrazione toscana lancia la “spending review” e con essa un piano di razionalizzazione che si preannuncia piuttosto doloroso.
La Regione ridurrà la sua presenza nelle aziende pubbliche da 23 a 10 società e dismetterà, tra le altre, le sue quote, pari al 36,4% del capitale azionario di Internazionale Marmi e Macchine. La doccia fredda per la società carrarese che proprio in questi mesi ha avviato un ambizioso piano di rilancio, arriva con l’approvazione del documento di economia e finanza regionale per il 2016 che include, appunto, una importante sforbiciata alle partecipate: «Cederemo le partecipazioni non strategiche, così come abbiamo già fatto per altre società in passato. Ci impegniamo anche a non procedere ad alcun aumento di capitale e a non fare acquisti di partecipazione in nuove società, e neppure a costituirne di nuove. Tutte dovranno inoltre avere bilanci in pareggio» ha dichiarato l’assessore regionale al bilancio Vittorio Bugli.
Alcuni iter di “disimpegno” sono già in corso e così le procedure da avviare ex novo sono in realtà solo otto: una riguarda proprio Internazionale Marmi e Macchine, citata insieme al polo fieristico di Arezzo tra le società che avevano chiuso in perdita il bilancio 2014. Il Documento di economia e finanza regionale prevede l’uscita della Regione entro il 2017: per liberarsi delle sue quote, l’amministrazione toscana potrà ricorrere ad aste pubbliche precedute da manifestazione di interesse, ovvero a un bando a cui gli interessati potranno rispondere. «Si potranno cedere quote attraverso accordi con gli altri soci pubblici - spiegano dalla Regione - come nel caso di terme e fiere, con l’obiettivo di conservare la proprietà pubblica dei complessi di particolare interesse storico-artistico e culturale». Anche Imm potrebbe finire, insieme ad Arezzo, in questa casistica.
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La Regione detiene il 36,4% del capitale azionario di Imm ed è il secondo socio dopo il Comune di Carrara, che ha il 40% delle azioni. Cosa implica dunque l’uscita dell’amministrazione regionale? «Si tratta di una scelta dettata dal governo nazionale, non siamo preoccupati e questa decisione non condizionerà i nostri programmi» garantisce il presidente di Imm, Fabio Felici. «Le società nella nostra situazione sono tante: il provvedimento riguarda anche il polo fieristico di Arezzo, vedremo insieme cosa fare nel 2017» ha aggiunto il numero uno di Internazionale Marmi e Macchine, bollando quella della dismissione delle quote della Regione, come «una partita da definire».
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