Il Tirreno

Non solo waterfront, architetti e esercenti “ripensano” Marina

di Melania Carnevali
Non solo waterfront, architetti e esercenti “ripensano” Marina

Presentato all’amministrazione un progetto di riqualificazione con case sugli alberi, marciapiedi più larghi e piste ciclabili

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CARRARA. Un progetto di riqualificazione e di rilancio di Marina di Carrara, con al centro la creazione di un sistema organico di piste ciclabili, l’allargamento dei marciapiedi per l’accessibilità di disabili e passeggini, un sistema di illuminazione che definisca un percorso unico e continuo da piazza Gino Menconi a piazza Ingostadt, attrezzature nelle pinete (come illuminazione, percorsi, teatro all’aperto, case sugli alberi, giochi per i più piccoli), una zona pedonale tra via Rinchiosa e via Genova e un grande parco in piazza Nazione Unite. Il tutto con utilizzo di materiali sostenibili. È “4 chiacchiere x Marina di Carrara”, progetto partecipativo nato nel 2013 grazie alla collaborazione tra il Gams (Giovani architetti Massa Carrara), Luca Rossi, storico commerciante, e il Ccn di Marina. Un percorso di idee tra giovani architetti, commercianti e residenti, che ha portato alla elaborazione di un progetto dal basso, ancora nella fase embrionale, con il nobile obiettivo di rilanciare una fetta di litorale con tutte le sue attività commerciali. Non solo waterfront, quindi: in ballo per Marina c’è ben altro.

Il progetto, dicevamo, è datato 2013, e all’epoca venne presentato amministrazione comunale (assessore alle attività produttive era Fabio Traversi). Finito nel dimenticatoio per due anni, risorge adesso all’indomani di un dibattito sul futuro della costa: il waterfront, il porticciolo turistico, il nuovo gestore del porto.

Commercianti, residenti e giovani professionisti si sono inseriti in questo dibattito presentando il loro modello di centro marinello all’attuale assessore alle attività produttive, Riccardo Coppola.

Perché loro, in passato, si sono incontrati, confrontati, hanno realizzato un brainstorming, una libera espressione di idee, dove ogni partecipante (erano 35) poteva scrivere su un post-it da incollare sulla mappa del percorso da riqualificare, commenti, impressioni, suggerimenti. Da qui è nato l’elenco di quelli che, secondo i partecipanti al progetto, sono i punti critici del centro.

A partire proprio dalla carenza di spazi pubblici di ritrovo, con la Caravella abbandonata a se stessa e le pinete (che a Marina, come scrivono dal Gams, «sono una risorsa molto vasta») dove non c’è nemmeno il cenno di servizi: zero panchine, zero illuminazione, zero di tutto. E pensare che potrebbero essere usate, dicono gli architetti, per simposi di scultura o concorsi artistici.

Mancano poi alberghi e ostelli. I marciapiedi sono stretti e disconnessi, le panchine mancano e i cestini pure. Manca completamente una mobilità alternativa (piste ciclabili, rastrelliere...) e, per quella “normale”, i parcheggi sono mal disposti «rispetto alle aree funzionali del quartiere» e la manutenzione dell’asfalto «è scarsa».

E ancora le aree verdi: «Tutte in degrado». L’illuminazione notturna, pure, è un lusso, soprattutto nelle pinete.

Ed ecco quindi che nasce il progetto dei Gams (sono più linee guida che un vero e proprio progetto) che ha anzitutto l’obiettivo di «creare un percorso fra i vari negozi del Ccn, che è davvero grande (piazza Gino Menconi a piazza Ingostadt) ma dispersivo», fanno sapere dal Gams.

Il tutto con piste ciclabili, marciapiedi più larghi, illuminazione su tutto il percorso e all’interno delle aree verdi, giochi, teatri, case sugli alberi nelle pinete, una zona pedonale tra via Rinchiosa e via Genova e un grande parco in piazza Nazione Unite.

Le linee guida, dicevamo, sono state (ri)presentate nelle settimane scorse all’amministrazione comunale, e si tratta adesso di trovare le risorse per farlo diventare un progetto preliminare vero e proprio, e poi, magari, anche realtà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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